Le dichiarazioni del Sindaco di Cairo Montenotte, Paolo Lambertini, secondo cui “le ceneri stoccate nel sito di Bragno non sono pericolose”, hanno suscitato sconcerto e indignazione in tutta la Valle Bormida. A intervenire con fermezza è stato il Coordinamento delle Associazioni No Inceneritore, che ha diffuso un comunicato per richiamare l’attenzione sull’assoluta gravità della vicenda.

Dietro quelle che qualcuno vorrebbe far passare come “semplici polveri” ci sono infatti tonnellate di ceneri provenienti da termovalorizzatori, potenzialmente contenenti metalli pesanti, diossine, furani e microinquinanti organici. Materiali che richiedono gestione controllata, non un atteggiamento superficiale.

“Su quali basi tecniche il Sindaco afferma che le ceneri non sono pericolose? Esistono referti, monitoraggi indipendenti, un piano di caratterizzazione approvato dagli enti di controllo?”

A smentire le parole del primo cittadino interviene la Provincia di Savona che, con l’Atto Dirigenziale n. 3659 del 16 ottobre 2025, ha revocato le autorizzazioni alla ditta Ecocem S.r.l., rilevando che “non appaiono fondate le giustificazioni […] sull’assenza di rischio per la salute pubblica”. Già il provvedimento del 2016 (n. 3555) prevedeva il trattamento di rifiuti pericolosi (CER 190105, 190107, 190113) in procedura ordinaria, a conferma della criticità del materiale presente nel capannone.

Principio di precauzione. “Prima si minimizzano le ceneri, poi si normalizzano gli impianti”. La salute pubblica è un diritto costituzionale: quando esiste anche solo un rischio potenziale, si agisce prima, non dopo.

Il Coordinamento chiede trasparenzamonitoraggi indipendenti e informazione corretta alla cittadinanza. In una valle che ha già pagato un prezzo altissimo alle ferite ambientali del passato, non c’è spazio per leggerezze o silenzi.

Cosa chiediamo alle istituzioni

  • Pubblicazione dei dati analitici completi sul contenuto delle ceneri;
  • Piano di caratterizzazione e messa in sicurezza del sito con cronoprogramma pubblico;
  • Coinvolgimento di ARPA/ASL e terze parti nella vigilanza;
  • Nessuna accelerazione verso impianti di incenerimento in Valle Bormida.

La vera modernità non è bruciare rifiuti: è proteggere la vita, l’economia locale e il futuro dei territori con riduzione, riuso, riciclo e filiere trasparenti.

© Coordinamento Associazioni No Inceneritore Valle Bormida • infoloreleca.com