
Un’ipotesi che continua a pesare sul savonese
Nonostante le prese di posizione contrarie di cittadini, sindaci e comitati, continua a riaffacciarsi l’ipotesi di un inceneritore in provincia di Savona, con possibili localizzazioni a Vado Ligure, Cairo Montenotte o Cengio. È un modello vecchio e pericoloso, incompatibile con la storia e la fragilità ambientale della valle.
📊 I numeri che parlano chiaro
Uno studio dell’ATS di Milano sull’impianto SILLA 2 (di “nuova generazione”) ha evidenziato risultati preoccupanti:
• +71% di mortalità per malattie respiratorie
• +29% di accessi al pronto soccorso per cause cardiovascolari
• +17% di accessi per cause respiratorie negli adulti
• +44% di accessi pediatrici per problemi respiratori
Tutti dati statisticamente significativi, che smentiscono la favola degli inceneritori “puliti”. Fonte: Il Fatto Quotidiano (18/05/2022).
👨⚕️ Gli esperti: “Rischi altissimi per la salute”
Il dott. Paolo Crosignani, già direttore di epidemiologia ambientale dell’Istituto Nazionale dei Tumori, chiarisce che gli ossidi di azoto usati come traccianti non descrivono l’insieme delle sostanze tossiche emesse.
“L’incenerimento dei rifiuti immette in atmosfera PM2.5, diossine, metalli pesanti e composti tossici. Oltre il 95% dei costi esterni è dovuto ai danni alla salute, in particolare alla mortalità.” — Giovanni Ghirga
Un impianto da 300.000 t/anno comporterebbe danni sanitari e ambientali per circa 6 milioni €/anno, pari a 120 milioni in vent’anni.
🌫️ Un territorio già segnato dall’inquinamento
Il savonese è uno dei territori più fragili del Nord Italia. Studi dell’IST–ARPAL e del CNR hanno documentato incrementi di mortalità fino al +49% nell’area di Vado Ligure–Val Bormida. Fonti: Studio IFC–CNR (PDF) e Il Fatto Quotidiano (03/09/2019).
♻️ Le vere soluzioni: ridurre, riusare, riciclare
Le direttive europee indicano una sola via: riduzione, riuso e riciclo. L’obiettivo è chiudere il ciclo dei rifiuti senza bruciare risorse preziose, puntando su centri del riuso, raccolta differenziata avanzata, compostaggio e digestione anaerobica. Bruciare non valorizza: trasforma risorse in fumi e ceneri tossiche.
🤝 Un appello ai cittadini e ai sindaci
Serve una voce unitaria della Val Bormida e di tutto il savonese per dire con forza NO all’inceneritore e SÌ a un modello sostenibile e partecipato. Partecipare agli incontri pubblici, informarsi e pretendere trasparenza è fondamentale.
“Il futuro della nostra valle non deve essere scritto da chi vuole bruciare i rifiuti, ma da chi vuole trasformarli in risorsa.”
