Impianto a Scarpino, lavori in stand by Torna l’ipotesi di un termovalorizzatore


il retroscena
Annamaria Coluccia
Le palificazioni adesso ci sono. Ma non è detto che alla fine la loro funzione sia quella per la quale sono state costruite nell’area della discarica di Scarpino: sostenere l’impianto di trattamento meccanico biologico (Tmb) dei rifiuti in corso di realizzazione. Perché potrebbe anche accadere che, se lo scenario regionale cambiasse, quelle palificazioni diventino la base di sostegno di una parte almeno di un eventuale polo di trattamento finale dei rifiuti – termovalorizzatore o gassificatore che sia -, se si decidesse di costruirlo a Scarpino. 
Si tratta soltanto di un quadro ipotetico per ora, ma che è in campo, se pure dietro le quinte dell’ufficialità. Mentre continua a farsi attendere il bando dell’Agenzia regionale ligure per i rifiuti, che dovrebbe dare il via all’iter per la costruzione dell’impianto di chiusura del ciclo e che, in prima battuta, era stato annunciato per per la scorsa primavera, per poi slittare via via. L’allungarsi dei tempi viene motivato, ufficialmente, con la volontà del governo regionale di avere la disponibilità di uno o più Comuni ad ospitare l’impianto, prima di procedere con la pubblicazione del bando che deve raccogliere le proposte delle aziende interessate a costruirlo, secondo le linee di indirizzo varate dalla Regione. E questa disponibilità fino ad oggi non si è manifestata, mentre è dei giorni scorsi il riaccendersi dello scontro politico sull’ipotesi di realizzare l’impianto di trattamento finale in Valbormida, nel Savonese. 
Intanto, però, voci indiscrete raccontano anche altro. Per esempio che sarebbero stati avviati una serie di calcoli e di approfondimenti tecnici, a livello regionale, per verificare se – analizzando l’andamento della produzione di rifiuti, della raccolta differenziata e dell’attività svolta da altri poli di trattamento già esistenti nella regione -, in Liguria si possa chiudere il ciclo anche con un nuovo polo impiantistico di capienza sensibilmente inferiore alle circa 320 mila tonnellate di rifiuti all’anno, indicate nelle linee guida. E se da queste verifiche risultasse che alla Liguria potrebbe bastare un polo più piccolo, l’area di Scarpino potrebbe entrare concretamente in gioco (magari assieme ad altri siti) per ospitarlo, visto che – in base a valutazioni tecniche – nell’area della discarica di Amiu potrebbe essere costruito un impianto (termovalorizzatore o gassificatore) della capacità massima di circa 240 mila tonnellate all’anno.
«Non sappiamo nulla, aspettiamo il bando regionale», afferma l’assessora comunale all’Ambiente e al Ciclo dei rifiuti, Silvia Pericu. 
Quello che si sa, per ora, è che una volta completato il collaudo delle palificazioni realizzate per il Tmb (impianto affidato a una società del gruppo Iren per realizzarlo in project financing), a Scarpino sarà almeno temporaneamente sospesa la costruzione – già travagliata e in grave ritardo – di questo impianto. Nelle settimane scorse il presidente di Amiu, Giovanni Battista Raggi, aveva detto che si è deciso di non andare avanti, dopo il collaudo, proprio in attesa di conoscere i contenuti del bando regionale, «perché – aveva spiegato – non vorremmo rischiare di realizzare un impianto che risulti inutile o inadatto a trattate i rifiuti che poi dovranno essere conferiti all’impianto finale». Il che non esclude anche che quelle stesse palificazioni possano diventare la base di una infrastruttura diversa da quella per la quale sono state pensate e costruite.
Non è un mistero, d’altro canto, che la sindaca Silvia Salis già in più occasioni abbia evidenziato che, per ragioni economiche e logistiche, il polo per la chiusura del ciclo dei rifiuti non dovrebbe essere molto distante da Genova e provincia, dove si produce la maggior parte dei rifiuti liguri. E se a questi fatti si aggiunge poi la volontà dichiarata anche da questa amministrazione comunale, di far sì che Amiu partecipi alla gara per l’impianto di chiusura del ciclo, non pare impossibile che la strada di questo progetto incontri quella per Scarpino. —