
Millesimo, 27 novembre 2025. Sala gremita al cinema Lux per il convegno del WWF Liguria contro gli inceneritori. Esperti e associazioni hanno denunciato i costi nascosti degli impianti: ceneri tossiche, bollette più alte e impatto su salute, agricoltura e turismo. Critiche anche alle scelte calate dall’alto e ai rifiuti trasportati da Genova. Presentate alternative concrete come raccolta differenziata spinta e CRRM. Appello ai Comuni della Valle: “Uniti per dire no a un falso progresso”.
Uno dei punti più discussi riguarda i presunti benefici economici. “L’idea che un inceneritore possa ridurre la TARI è un’illusione: i costi miliardari di costruzione e gestione finiranno nelle bollette dei cittadini”, ha spiegato un relatore.
L’esempio del Gerbido di Torino è stato portato come caso concreto: “Nel 2016 – è stato ricordato – a fronte di 440 mila tonnellate di rifiuti trattati, si sono prodotte 113 mila tonnellate di scorie tossiche. Non un progresso, ma un paradosso”.
La preoccupazione principale rimane quella sanitaria e ambientale. “Parliamo di diossine, polveri sottili e metalli pesanti che ricadono sul territorio. Dopo un secolo di inquinamento industriale, la Val Bormida non può permettersi un nuovo sacrificio”, ha dichiarato un medico intervenuto al dibattito.
Anche le eccellenze locali rischiano di essere compromesse. “Immaginate le vigne e i prodotti tipici della Valle accanto a un inceneritore: quale futuro per il turismo e l’agricoltura di qualità?”, ha domandato un agronomo.
Altro tema caldo è stato quello della logistica. “Gran parte dei rifiuti arriverebbe da Genova e da altre aree lontane: oltre all’inquinamento dei trasporti, ci chiedono di trasformarci nella pattumiera della Liguria”, ha denunciato un attivista.
Sul piano politico, è emersa anche una critica al metodo decisionale: “Troppo spesso sono scelte calate dall’alto, con commissari straordinari che bypassano la volontà dei territori. Questo è un problema di democrazia, non solo di ambiente”.
Durante il convegno sono state illustrate soluzioni concrete. “La strada è ridurre i rifiuti, rafforzare la raccolta differenziata e sviluppare Centri di Raccolta e Remunerazione Materiali (CRRM) che premiano i cittadini e garantiscono filiere corte e sostenibili”, ha spiegato un esperto di economia circolare.
La giornata si è chiusa con un messaggio unitario: “Serve una presa di posizione compatta. Chiediamo a tutti i Comuni della Val Bormida di approvare delibere chiare di contrarietà, seguendo l’esempio di Cairo e degli altri sindaci che hanno già detto no”, hanno ribadito le associazioni.
👉 La Valle Bormida non vuole ripetere gli errori del passato. Il futuro deve essere costruito su salute, ambiente e sviluppo sostenibile.
