Nuovo “no” all’inceneritore “Valga per tutta la regione”

Luca Maragliano
Comitati, associazioni e cittadini si mobilitano, in Val Bormida, a difesa di ambiente e territorio. Si sono svolte tra venerdì sera e la mattinata di ieri, nell’entroterra savonese, altre due assemblee pubbliche volte a tenere alta l’attenzione su due temi estremamente sentiti in zona, come quelli della possibile realizzazione di un inceneritore, e della riattivazione della cava di località Costa, nel comune di Bormida. Incontri che, come prevedibile, hanno visto una forte partecipazione da parte di cittadini e amministratori di tutta la zona, a partire proprio da quello organizzato ieri alla sala del cinema Lux di Millesimo, per iniziativa del Wwf Liguria, e dedicato al tema “Inceneritori e termovalorizzatori: un falso progresso”. 
I lavori, coordinati dai portavoce liguri dell’associazione ambientalista, hanno visto la partecipazione di diversi esperti, tornati ad analizzare la situazione regionale in materia di rifiuti. «La vera soluzione è ridurre i rifiuti, non bruciarli – ha spiegato Regina Sozzi, delegata regionale del Wwf Italia per la Liguria –. Per questo, la nostra posizione è no all’inceneritore, indipendente dalla localizzazione che questo potrebbe avere: riteniamo, anzi, che la proposta dell’inceneritore sia una grande problematica anche perché non necessaria. Sarebbe invece fondamentale sostenere con convinzione la raccolta differenziata, da eseguire però in modo sempre più efficace. Auspichiamo, dunque, unione e armonia delle varie forze in campo, non solo in Val Bormida e nel Savonese, ma in tutta la regione: è fondamentale condurre una lotta che veda fianco a fianco cittadini e amministrazioni locali». Una posizione, questa, che ricalca quella del comitato attivo da mesi in Val Bormida, che ha già organizzato numerosi incontri ed assemblee in tutta la zona. 
Sempre molto partecipata, nella serata di venerdì a Bormida, è stata anche l’assemblea pubblica convocata per discutere invece della possibile riapertura della cava di località Costa: a preoccupare la cittadinanza, in questo caso, sono le insistenti voci circolate intorno alla possibile riapertura della cava di calcare chiusa da decenni, di recente acquisita da una nuova proprietà, ma allo stesso tempo al centro di un ricorso al Tar (l’udienza è ancora in via di definizione), presentato dai proprietari contro la decisione della Regione di stoppare il possibile avvio dell’attività, a fronte della decaduta valutazione di impatto ambientale. Una situazione sulla quale anche il Comune si è detto determinato a fare piena chiarezza. L. MA.