L’ombra del racket nelle discoteche Arrestati due buttafuori “abusivi”


Silvia Campese / savona
Ricorrevano alle minacce, ma erano capacissimi di andare ben oltre arrivando all’aggressione fisica. Proprio com’è accaduto nell’episodio di inizio estate, a maggio, che ha scatenato le denunce e dato il via all’indagine. Nelle ultime ore gli esiti di quell’inchiesta: sono stati arrestati dalla Squadra mobile di Savona, coordinata da Vito Innamorato, i due uomini che, in perfetto stile mafioso, attraverso forme di estorsione, si aggiudicavano la gestione della “security” in alcuni locali e discoteche del Savonese.
Loro sono un italiano, Massimo Abate, 52 anni, residente a Savona ma di origine siciliana, ed Emiliano Koroveshaj, 29 anni, albanese, anche lui residente a Savona. Entrambi sono pregiudicati: Abate è stato indagato in Sicilia per associazione mafiosa e l’ipotesi di affiliazione al clan Brunetto.
Una vicenda che apre uno scenario inquietante: un sistema di vero e proprio racket, portato alla luce dalle indagini della Mobile, con il coordinamento della Procura e del pubblico ministero Claudio Martini. Provvedimenti, di tipo amministrativo, hanno colpito anche i locali coinvolti per i quali i due hanno lavorato. Si tratta di quattro realtà molto note tra i frequentatori della movida: i Golden Beach di Albisola Superiore, i Lido di Albissola Marina, i Bahia Blanca di Spotorno e il ristorante/locale Wonder di Zinola. 
Tutte le attività sono state colpite dal provvedimento del questore Giuseppe Mariani di sospensione della licenza: un mese per i Golden, che erano già stati colpiti dallo stesso provvedimenti nei mesi estivi. Quindici giorni per gli altri.
Una vicenda complessa che prende il via lo scorso maggio. Proprio davanti al Bahia Blanca un organizzatore di eventi per discoteche era stato minacciato e picchiato da Abate. L’episodio si era consumato davanti al titolare di una nota (e regolare) società di “security” che opera nel Savonese. Era scattata la denuncia alla polizia e, di seguito, l’avvio dell’indagine che si è conclusa lo scorso week end con il doppio arresto. 
I due arrestati sono stati rintracciati nelle rispettive abitazioni – Abate nel ponente, Koroveshaj a Savona – e portati a Marassi. Sono indagati per estorsione in concorso tra loro. Secondo le ricostruzioni avrebbero operato nei locali spesso ricorrendo a prestanomi per dimostrarsi in regola. Sempre secondo quanto emerso, si sarebbero presentati citando una società di sicurezza di Savigliano, nel cuneese, denominata “IL” (Il Lupo). Il loro modo di agire era spregiudicato e violento: minaccciavano chiunque intralciasse il loro progetto di aggiudicarsi più lavori estivi possibili sempre nell’ambito della sicurezza. Così facendo si erano aggiudicati il servizio per esempio ai Golden Beach, estromettendo una società di sicurezza dotata delle regolari autorizzazioni rilasciate dal Prefetto. Mentre loro di autorizzazioni non ne avevano neppure mezza, in quanto tra l’altro pregiudicati. 
Anche i titolari dei locali sono stati sanzionati. Sarebbe infatti emerso come gli stessi fossero ben consapevoli e accondiscendenti rispetto al modo di operare d i Koroveshaj e di Abate: avrebbero cioè saputo della mancanza dei requisiti legali. In cambio avrebbero però ottenuto prezzi speciali e scontati. Al Golden Beach, poi, si sarebbe verificato un fatto gravissimo: un cliente sarebbe riuscito a entrare armato di pistola una sera. Una volta scoperto né la security né i titolari avrebbero avvertito le forze di polizia. Ancora, in un altro caso, i “buttafuori” del locale avrebbero picchiato due ragazzi, poi ricoverati con prognosi di trenta giorni per lesioni e fratture. —