https://www.savonanews.it/2025/09/24/leggi-notizia/argomenti/politica-2/articolo/inceneritore-nel-savonese-giordano-e-scarone-m5s-no-a-fumo-spacciato-per-energia-green.html

“La strada maestra resta quella della differenziazione spinta, del riciclo e del riuso”

“Le dichiarazioni dell’assessore Ripamonti e del presidente della Provincia Olivieri sull’ipotesi di un inceneritore in provincia di Savona confermano come il dibattito sia oggi orientato più a difendere un modello industriale obsoleto che a proporre soluzioni realmente sostenibili”.

Lo dichiarano il capogruppo regionale del M5S Stefano Giordano e la coordinatrice provinciale del M5S Savona Stefania Scarone.

“Si parla di “energia green” e di “chiusura del ciclo”, ma i numeri raccontano un’altra storia. L’esperienza del Gerbido di Torino dimostra che, a fronte di 440mila tonnellate di rifiuti trattati, oltre 113mila si trasformano in scorie e ceneri speciali, da smaltire in discariche o riutilizzare con rischi concreti per ambiente e salute. Non è quindi un ciclo virtuoso, bensì uno spostamento del problema altrove. La Valle Bormida – già martoriata dall’eredità dell’ACNA – non può essere nuovamente sacrificata. I sindaci hanno espresso unitariamente la loro contrarietà e le comunità locali hanno partecipato in massa alle assemblee pubbliche, ribadendo un “no” fermo e consapevole”.

“Sul piano economico, parlare di benefici per i cittadini è ingannevole: il project financing da 500 milioni di euro, a cui si aggiungerebbero ulteriori costi infrastrutturali, verrebbe inevitabilmente scaricato sulle tariffe. Non è un caso che studi indipendenti abbiano evidenziato il rischio di un aumento della TARI e non di una sua riduzione”.

“È vero che l’Europa chiede di superare le discariche, ma non impone la costruzione di inceneritori. La strada maestra resta quella della differenziazione spinta, del riciclo e del riuso. Strumenti innovativi come i Centri di Raccolta e Remunerazione Materiali (CRRM) permettono di raggiungere e superare il 90% di raccolta differenziata, riducendo davvero l’indifferenziato e premiando i cittadini”.

“Ribadiamo dunque con chiarezza la nostra posizione: nessun inceneritore in Val Bormida, né altrove in Liguria. Non serve nascondersi dietro parole come “energia green”: serve una politica dei rifiuti coerente con l’economia circolare, che riduca gli sprechi, valorizzi le materie prime seconde e investa nelle fonti rinnovabili. Solo così si costruisce un futuro sostenibile per il territorio, senza sacrificare ancora una volta salute, ambiente ed economia locale”, concludono.