«L’ex Gavarry è un ricovero per sbandati»


la storia/ 2
Giovanni Vaccaro / Albisola
I l complesso di archeologia industriale dell’ex stabilimento Gavarry rischia di diventare l’ostello di vagabondi, barboni e tossicodipendenti. La denuncia arriva dagli abitanti della zona, che hanno segnalato la presenza di persone attirate dall’abbandono in cui versano gli edifici della fabbrica di saponi in disuso da anni. Un problema già noto in Comune, che ha effettuato un sopralluogo con le forze dell’ordine, in attesa che la nuova proprietà, la Pix development srl di Roma, presenti il piano di trasformazione in un polo residenziale. «Speriamo che i nuovi proprietari non perdano tempo – riferiscono i residenti -. Purtroppo siamo circondati da cantieri eterni, per non parlare dell’Aurelia bis».
Tra l’altro, se il cantiere dell’Aurelia Bis è recintato e di per sé poco ospitale, l’ex stabilimento della Gavarry si presta al pernottamento di chi non ha altre soluzioni o di gruppi che approfittano dell’abbandono per un rifugio. «Di notte, attraverso le finestre della fabbrica, si vedono luci e bagliori di falò improvvisati – raccontano i residenti della zona -, escludendo la presenza di fantasmi, quindi si tratta di persone che si rifugiano all’interno. L’edificio è probabilmente zona di aggregazione clandestina di loschi individui, lo si desume anche dalle scritte comparse sui muri. Difficile dire se siano espressioni artistiche oppure il segnale di ritrovo di bande della microcriminalità».
Lo stabilimento in disuso è già stato messo sotto controllo da polizia locale e carabinieri, proprio a seguito di alcune segnalazioni, ma pur trovando tracce del loro passaggio e del pernottamento, non sono stati individuati intrusi. «E’ un problema che conosciamo – spiega il sindaco, Maurizio Garbarini -. Sarebbe utile che le segnalazioni avvenissero direttamente e in tempo reale, piuttosto che sui social. Abbiamo incontrato la proprietà per esaminare le loro intenzioni di riqualificare l’area. Sarà un piano importante, ben integrato e con spazi aperti». La Pix development srl, costituita nel 2007, ha già effettuato diversi interventi di carattere immobiliare in Toscana e nel Lazio. Aveva presentato una prima ipotesi progettuale allo Sportello unico delle attività produttive, salvo poi ritirarlo per una revisione dell’iter. —