Italiana Coke, presunta crisi “Il Comune deve intervenire”

Mauro Camoirano
Situazione Italiana Coke, il consigliere di minoranza cairese, Alberto Poggio, annuncia la richiesta di convocazione di una conferenza dei capigruppo: «A fronte della preoccupazione palesata dai sindacati e dalla girandola di voci, vere o false che siano, ci stupisce il silenzio dell’amministrazione comunale». 
I sindacati hanno chiesto, e poi sollecitato, un incontro urgente all’Unione industriali, che però, ad oggi, non sarebbe ancora stato fissato. Al centro delle preoccupazioni, la giacenza di coke nei parchi carbone, possibile segno di una flessione nelle vendite, nonostante, a quanto pare, l’azienda abbia anche ridotto le infornate. E, intorno a tale scenario è aumentata la girandola di voci, ad esempio sulla riduzione della presenza di addetti da parte di imprese che curano la manutenzione all’interno della cockeria a causa dei troppi crediti accumulati. 
Voci reali, o non veritiere? Scenari preoccupanti o solo echi di una flessione momentanea del mercato? Difficile comprenderlo, anche perché la stessa cockeria, pur interpellata su ogni aspetto, invece di smentire preferisce trincerarsi dietro un totale «no comment». Che è poi, a dire il vero, la formula adottata da tutti: nessuna risposta da parte della Simic, che è pure partner storico nelle manutenzioni nella cockeria; «Sono dati sensibili riservati», da parte del sub commissario di Funivie, Paolo Ripamonti, riguardo la situazione del pagamento dei crediti a loro favore. E gli stessi sindacati scelgono la massima prudenza, in attesa dell’incontro chiesto all’Unione Industriali. Da qui l’intervento del consigliere Alberto Poggio, che rimarca: «Uno scenario strano, dove nessuno smentisce né ammette eventuali problematiche. Come si fosse in attesa. Vorremmo sapere di cosa. Vista l’importanza di tale insediamento, anche da un punto di vista occupazionale e di indotto, ci pare strano anche l’atteggiamento dell’amministrazione comunale. Ancora una volta alla finestra, mentre su una questione così importante, sia che fosse per confutare tali voci se infondate, sia per coordinare un’eventuale strategia di supporto se vere, ci aspetteremmo che il sindaco contattasse l’azienda e che quindi informasse anche la minoranza sulla reale situazione. Il lavoro dovrebbe essere tema comune e condiviso. Il silenzio, invece, non fa che ingigantire i dubbi sulla coincidenza di tali incertezze con il progetto di termovalorizzatore, sia che le voci siano vere, che se fatte circolare in modo strumentale. Da parte di chi e perché, in questo secondo caso». Replica il sindaco di Cairo, Lambertini: «Chiederemo di incontrare quanto prima l’azienda. Italiana Coke ha già avuto, e superato, momenti di crisi, vedi il concordato, e forse tanta enfasi non è giustificata. Però vorrei anche capire, ed attendo che Poggio me lo spieghi, una volta chiarito lo scenario, se il momento di crisi, momentanea o importante, fosse confermato, cosa dovrebbe o potrebbe fare il Comune? Alimentare, poi, congetture o collegamenti tra tali voci, vere o presunte, e il progetto di termovalorizzatore è una speculazione che non merita commenti». —