
Maxi-buca sui terreni di Propaganda Fide. Indagini interne in Commissione Trasparenza
Il fatto Quotidiano-Vincenzo Bisbiglia
Sarà la Commissione Trasparenza, organo ispettivo del Campidoglio, a occuparsi del caso della mega-discarica da 4,5 milioni di metri cubi in corso di approvazione in Regione Lazio, che dovrebbe sorgere nel territorio del comune di Roma, proprio alle spalle del futuro inceneritore della Capitale. Iter su cui ha dato parere favorevole il sindaco Roberto Gualtieri, nella sua qualità di Commissario straordinario del Giubileo 2025 (i cui poteri comprendono anche la gestione dei rifiuti). A confermare l’interessamento della Commissione è stato il suo presidente, Federico Rocca, consigliere capitolino di Fratelli d’Italia, partito che con un altro membro dell’Assemblea capitolina, Stefano Erbaggi, ieri ha chiesto anche la convocazione urgente della Commissione Ambiente. In entrambe le assise – si ragiona su possibili convocazioni congiunte – potrebbe essere richiesta la presenza del sindaco Gualtieri o, quantomeno, dell’assessora capitolina ai Rifiuti, Sabrina Alfonsi.
Il caso è quello sollevato ieri dal Fatto. La Regione Lazio, infatti, con una determinazione dirigenziale del 18 luglio 2025, ha prorogato l’iter di valutazione dell’impatto ambientale di una discarica per rifiuti inerti (scarti industriali) in via della Solfatara, estrema periferia sud della città, a un paio di chilometri in linea d’aria dal futuro termovalorizzatore voluto dalla giunta Gualtieri. Solo che si tratta di un impianto enorme: 305 mila metri quadri e 5,5 milioni di tonnellate stoccabili. I terreni? Di proprietà del Vaticano, e più precisamente della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli di Propaganda Fide. Tra i codici per cui si chiede l’approvazione (ogni tipologia di rifiuto ne ha uno suo) ci sono “19.01.12” e “19.01.14” corrispondenti a ceneri industriali, che aprono alla possibilità dello smaltimento degli scarti del futuro impianto di incenerimento.
“Sono anni che gestiamo impianti del genere e le ceneri non le abbiamo mai volute, sono pronto a rinunciare ai codici per fugare ogni dubbio”, dice Valter Ciaraffoni, direttore generale di Seipa srl, la società che chiede l’autorizzazione della discarica. “Siamo in affitto con il Vaticano da 50 anni, ci occupiamo di rifiuti inerti, la prima richiesta risale al 2016. Perché una discarica così grande? Nei prossimi anni grazie al Pnrr si faranno tante opere pubbliche a Roma”.
L’assessora Alfonsi, al Fatto, assicura: “La discarica di via della Solfatara non riguarda in alcun modo il termovalorizzatore e la sua realizzazione”. E poi aggiunge: “Il concessionario che lo gestirà sarà autosufficiente nella gestione e nell’eventuale individuazione di soluzioni per lo smaltimento delle ceneri leggere”.
Resta il grande dubbio su dove finiranno queste scorie. L’ex sindaca Virginia Raggi, oggi consigliera M5S e cofirmataria dell’esposto alla Corte dei Conti contro l’impianto di Santa Palomba, sostiene che “l’autorizzazione della Regione della discarica di via della Soforata è l’ennesimo regalo della destra alle politiche finte green di Gualtieri”. “Così è bastata una letterina – prosegue Raggi – dello stesso sindaco e commissario che, investito nel 2022 dal governo Draghi di ogni potere per autorizzare qualunque tipo di attività concernente i rifiuti all’interno del territorio di Roma nel periodo giubilare, ha improvvisamente deciso di non essere competente per le ‘discariche per rifiuti inerti non in esercizio nell’anno giubilare 2025’”. A quel punto, conclude l’ex sindaca “la Regione ha fatto il resto! Un gioco di prestigio, ai danni dei cittadini di Roma e dintorni”.
Anche perché esiste un tema legato alle tempistiche. Dal progetto depositato – come riportato alcuni giorni fa dall’agenzia Dire – si evince che, se anche i lavori per il termovalorizzatore dovessero partire immediatamente, questo non sarebbe pronto prima del 2030. “Si sta profilando uno scenario disastroso. Gualtieri deve rispondere”, dice al Fatto il deputato di Avs, Filiberto Zaratti. Che aggiunge: “Abbiamo già presentato in Parlamento un provvedimento che, se votato, permetterà di ritirare al sindaco i poteri commissariali sui progetti che nulla c’entrano con il Giubileo 2025”. Anche perché, a conti fatti, il progetto dell’inceneritore potrebbe sì riguardare un Giubileo, ma quello del 2033 previsto in occasione dei 2mila anni dalla morte di Cristo.
