Riecco il gruppo Colangelo Sono riuniti nella società Epi

il caso
Dario Freccero
Silvia Campese
Il nome è uno di quelli da appuntarsi e tenere a mente. Si chiama Epi Service srl la società, nata alla fine del 2024, che offre consulenza alle pubbliche amministrazioni. «La sede è a Torino e lo sguardo aperto sul mondo», recita lo slogan sulla homepage dell’azienda. Ma i legami, la Epi Service, ce li ha tutti con Savona . E, in particolare, con la Provincia.
Sì, perché basta dare un’occhiata al sito della società per scoprire che la sede è in via Stefano Clemente 30, a Torino: proprio dove risiede il dottor Giuseppe Tabaro , marito di Giulia Colangelo , l’ex potente numero uno di Palazzo Nervi. Proprio l’ex segretario generale fresca di patteggiamento, davanti al Tribunale di Savona, per i reati di maltrattamenti, truffa ai danni dello Stato e rivelazione di segreto d’ufficio nell’indagine dei “concorsi facili” in Provincia.
Il ruolo di Tabaro, medico odontoiatra, va ben oltre la titolarità della sede: la società stessa è di sua proprietà al 50 per cento. Mentre l’altro 50 per cento è della figlia della Colangelo, Ludovica Costanza , 24 anni. Il capitale sociale è di 10 mila euro.
Ma non è tutto. Andando a sfogliare le pagine del sito e i dati della Camera di Commercio di Torino, si scoprono altri legami con Savona e Palazzo Nervi. L’amministratore delegato della Epi è infatti un altro nome notissimo: Vincenzo Gareri , ex dirigente del settore ambiente di Palazzo Nervi. Gareri, lui non coinvolto nell’indagine, era andato in pensione nel febbraio del 2023, ma aveva accettato di lavorare a titolo gratuito per 12 mesi a Palazzo Nervi, come del resto prevede la legge. Oggi in Provincia lavora ancora suo figlio.
A completare il legame con Savona e con Palazzo Nervi c’è un altro professionista: si tratta di Maurizio Novaro , avvocato, ex dirigente del settore legale, oggi ancora dipendente di Palazzo Nervi, anche lui fresco di patteggiamento nella stessa inchiesta giudiziaria che ha travolto la Colangelo. Novaro avrebbe chiesto all’ente la possibilità di prestare un servizio di consulenza alla stessa Epi Service e a quanto pare ottenuto il via libera. Consulenza remunerata ovviamente.
Insomma, una “filiale” torinese dell’ex gruppo che ha lavorato a Palazzo Nervi. Nessun ruolo diretto è ricoperto da Colangelo che, tuttavia, appare il perno intorno a cui ruota la Epi Service. Anche se gli obiettivi che la società si prefigge stridono con la bufera che ha travolto l’ente e questo gruppo di lavoro.
«Ci rivolgiamo essenzialmente a pubbliche amministrazioni, aziende pubbliche e private che abbiano rapporti con enti locali e di diritto pubblico», si legge nella presentazione della società. Si parla di «affrontare e risolvere le criticità legate alla carenza di risorse umane, che limita la capacità operativa, e alla scarsità di personale adeguatamente qualificato e formato». E, ancora, si propone per la gestione dei «rapporti con gli enti pubblici» assicurando la capacità di «risolvere le controversie».
Parole che, per chi conosce la recente vicenda giudiziaria, lasciano quantomeno perplessi. Molte delle accuse che hanno coinvolto Colangelo ruotano intorno al suo rapporto assai problematico col personale e alla gestione dei concorsi. Tanto che ora, dopo il patteggiamento, dovrà scontare un anno e otto mesi (con sospensione condizionale della pena, subordinata ai percorsi di recupero), per i reati di maltrattamenti, truffa ai danni dello Stato e rivelazione di segreto d’ufficio.
Anche Novaro ha scelto la via del patteggiamento: per lui una pena di 10 mesi di reclusione. Colangelo, tramite il suo avvocato Cristiano Michela, aveva commentato la sentenza precisando che si era optato per il patteggiamento nonostante avessero «a disposizione numerosi argomenti a nostra difesa ed essendo certi della fondatezza delle nostre ragioni. Ha scelto di patteggiare per tutelare la sua salute personale e proteggere la serenità degli affetti più cari, che troppo a lungo hanno condiviso il peso di questa vicenda».
Una pagina quella della Provincia che, a giudicare dalla nascita della Epi Service, sembra davvero già alle spalle per l’ex segretario generale. Anche perché è difficile pensare che Colangelo (che, va precisato, non ha alcuna interdizione professionale) non abbia un ruolo almeno indiretto nella società torinese. In ultimo c’è da osservare che i volti che compaiono sul sito di Epi Service sono tutti di giovani e giovanissimi sorridenti. Non ci sono foto reali dietro alla pagina “chi siamo”. In compenso c’è chiarito «combiniamo competenze tecniche approfondite con la conoscenza dei diversi settori di attività dei clienti, offrendo loro il supporto necessario per sviluppare e perseguire strategie di business – scrivono – Musica, per le nostre e vostre orecchie».
