“No all’inceneritore serve un netto rifiuto come atto politico”

Termovalorizzatore, scontro sempre più acceso. Prosegue la protesta del Coordinamento per il No, ma il vero scontro è politico. Ieri il “Coordinamento, formato da 15 associazioni, ha partecipato al Tavolo tecnico provinciale all’Unione industriali; e lunedì, alle 20,30, presso il Centro polifunzionale di Carcare, organizzerà l’ennesima assemblea. Sempre più acceso, però, sta diventando anche lo scontro a livello politico locale. Il consigliere di minoranza, Alberto Poggio, sottolinea: «Non si comprende l’utilità di un tavolo tecnico, tra l’altro dopo il parere negativo espresso dagli stessi 18 sindaci, se non a tenere aperta la porta. Il rifiuto deve essere un atto politico preventivo e non tecnico, tra l’altro senza neppure conoscere il progetto: non solo perché la Val Bormida ha già dato, ma perché si deve puntare sulla differenziata, e per questo abbiamo accettato già di ospitare un biodigestore per il quale un termovalorizzatore è l’antitesi».
Replica, il sindaco Paolo Lambertini: «Il no a priori mi pare mantra di chi, in passato, governando, non si è certo speso così per l’ambiente; o di una dilagante ipocrisia ambientalista, con comitati che nascono solo quando vedono, ad esempio, spuntare la pala davanti a casa, mentre quando era davanti a casa del vicino andava bene. O di chi vorrebbe far credere la favola che la Val Bormida può reggersi solo su boschi e turismo. Come amministratori abbiamo il dovere di approfondire, partendo da un chiaro no nelle attuali condizioni ambientali. Un principio, però, che non varrà solo per il termovalorizzatore, ma per ogni nuovo insediamento».M.CA.
