“Casello A10 di Albisola a giorni incontro con Aspi”

Edoardo Rixi ad Alfabeto del futuro ha fatto il punto su alcune delle principali emergenze infrastrutturali liguri. Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è partito dalla questione più spinosa: l’interruzione del cantiere per l’Aurelia Bis. «L’azienda che ha vinto l’appalto è andata in stato di crisi e oggi sostanzialmente il rischio è che, se quel ramo d’azienda non viene rilevato da un’altra azienda, si debba tornare a un appalto. Quindi, secondo la normativa vigente è un problema enorme, perché avendo normative così rigide non è possibile sostituire l’azienda ma abbiamo la necessità di fare la gara». La situazione è resa più complessa da un contesto normativo che non consente interventi statali diretti. «La crisi industriale non è un tema su cui lo Stato può intervenire direttamente, è vietato dalle norme Ue dare soldi all’azienda per mantenerla in vita, e quindi stiamo cercando di trovare una soluzione che possa consentire di mettere in sicuro quel ramo d’azienda». Per superare l’impasse, Rixi ha evocato una riorganizzazione del Gruppo Fs, cui appartiene Anas: «Il gruppo Fs sta pensando di creare un polo in house infrastrutturale di capacità produttiva, non per restringere il mercato ma per fare in modo che in situazioni come queste si possa intervenire senza rompere il ciclo dell’appalto».
Altro tema critico: il casello di Albisola. «La prossima settimana ci vediamo con Aspi per il ribaltamento a mare del casello di Albisola, condizione sine qua non per rendere accessibile quell’arteria. Abbiamo bisogno anche noi di capire quando finisce quel lavoro e quando finalmente possiamo togliere il traffico dal lungomare di Albisola». E ancora, il porto di Vado Ligure, ancora carente nei collegamenti. «L’11 luglio inauguriamo uno dei ponti che dobbiamo realizzare come viabilità sostanzialmente compensativa rispetto allo sviluppo dell’area portuale», dice Rixi. «Sul tema infrastrutturale delle ferrovie, il cronoprogramma Fs dice che nei prossimi mesi dovrebbero partire i lavori. È evidente che abbiamo bisogno di monitorare insieme alle autonomie locali perché il tema è congestionato». Sul fronte autostradale, invece, Rixi parla della necessità di ripensare la Torino-Savona: «C’è il rifacimento di tutto il tratto storico tra Altare e Savona e bisogna pensare in prospettiva a disegnare un nuovo tratto perché comunque noi abbiamo un’area geologicamente complessa con manufatti che sono particolarmente vetusti». Un tema, quello delle concessioni, che Rixi affronta con toni critici: «Bisogna capire come si è arrivati con concessioni private a questa situazione». Intanto, ha annunciato un alleggerimento estivo: «Da ieri, durante il periodo estivo, ci sarà lo smontaggio di tutti i cantieri possibili nel tratto ligure».
Un altro nodo cruciale è il Colle di Tenda. Riaperto, ma con modalità “a singhiozzo”. «Noi siamo d’accordo con il ministro francese, col sindaco di Nizza, con il Principato di Monaco, meno con i sindaci della Val Roja, che ritengono che un’apertura prolungata del Tenda porti a quello a cui noi serve, cioè che una parte dei veicoli che oggi transitano sul nodo di Savona, soprattutto quelli leggeri, utilizzino per la Costa Azzurra e Imperia, il colle di Tenda». Rixi ha dato cifre precise: «Sono transitate oltre novemila macchine, il che vuol dire che almeno tremila le abbiamo tolte dalle autostrade liguri. E col nuovo decreto andremo a finanziare anche la progettazione definitiva del tunnel dell’Armo Cantarana per collegare il basso Piemonte alla provincia di Imperia».
Il Terzo Valico. «A settembre-ottobre saremo in grado di garantire quando verrà finito, stiamo scavando sul primo fronte, il fronte del gas, da un mese e mezzo circa. I tempi? Credo slitteremo alla fine di circa un anno sull’apertura. Potrebbe non slittare se trovassimo una percentuale di gas inferiore a quella che prudentemente abbiamo calcolato». E infine: «Io vedo la luce in fondo al tunnel, prima della fine di questo governo l’opera deve essere realizzata». D. G. —
