
Non potranno decidere sulla concessione decaduta
Andrea moizo
Aldo Spinelli non era caro solo a Giovanni Toti e Paolo Signorini, l’ex governatore ligure e l’ex presidente del porto di Genova che hanno patteggiato condanne per la corruzione commessa, secondo i pm, proprio dall’imprenditore portuale. Sta molto a cuore anche al ministro delle infrastrutture, Matteo Salvini, e al suo vice, Edoardo Rixi, che si stanno facendo in quattro per disinnescare la sentenza del Consiglio di Stato che a ottobre scorso ha annullato la concessione portuale di Spinelli e del socio tedesco, il colosso Hapag-Lloyd, nel porto di Genova. Prima hanno provato a disinnescare la sentenza con una norma nel decreto Infrastrutture, saltata per la lite in maggioranza e i dubbi del Quirinale, poi riproposta come emendamento. Ora sono arrivati a minare l’assetto dell’Autorità portuale di Genova, estromettendone dalla gestione gli enti locali per evitare il rischio che possano mettersi di traverso.
Andiamo con ordine. Dopo l’inchiesta che ha travolto i vertici del porto, Salvini e Rixi hanno nominato due commissari per gestirne la transizione, Massimo Seno e Alberto Benedetti, che si sono ben guardati dall’intervenire sulle pratiche lambite dall’indagine. Dopo l’annullamento della concessione, hanno dato a Spinelli-Hapag un titolo provvisorio per continuare a operare, che scade a fine giugno. Il neocommissario e presidente in pectore, Matteo Paroli, ha subito detto di volerlo prorogare.
Il rinvio è vitale per Spinelli: il titolo gli ha permesso di restare nel terminal e, riportando le lancette al 2018, ripresentare istanza per la concessione, stavolta emendata – grazie alla leggina di cui sopra, posto che passi – del ‘vizio’ tecnico che ne causò l’annullamento: la violazione della previsione del piano regolatore portuale di non movimentare in modo prevalente container, core business di Hapag e dal 2018 di Spinelli.
Trattandosi di demanio, Paroli avrebbe però dovuto sottoporre la proroga al Comitato di gestione, organo formato – per la legislazione concorrente prevista dalla Costituzione – da rappresentanti di Regioni, Città metropolitane e Comuni sotto cui ricade l’area portuale. Quello genovese era scaduto, ma gli enti avevano già indicato i nuovi membri e Paroli avrebbe dovuto ricostituirlo e sottoporgli la pratica. Invece, sorto evidentemente qualche dubbio sull’esito del voto (sulla permanenza di Spinelli pendono un’inchiesta della Procura e il rischio di sequestro, a maggior ragione senza proroga), il ministero delle Infrastrutture ha esautorato il Comitato, attribuendone i poteri al commissario.
Il decreto ministeriale che dovrebbe elencare i motivi di un tale stravolgimento istituzionale non è stato diffuso, ma secondo Porta Pia “si è reso necessario a seguito della scadenza del Comitato e per garantire la piena operatività dell’ente, scongiurando ogni forma di stallo. Il ministero ha agito su parere dell’Avvocatura”. Rixi ha aggiunto che si procederà analogamente negli altri porti con i Comitati scaduti, fino a che i commissari – nominati temporalmente – non saranno presidenti (le nomine sono bloccate dalle liti di maggioranza sui nomi di alcuni scali), senza però chiarire perché non si possa semplicemente ricostituire gli organi collegiali.
Resta da capire come reagiranno gli enti locali. Quelli liguri finora non hanno preso posizione. Difficilmente lo farà la Regione di Marco Bucci, vicinissimo a Rixi. Data la portata della cosa, è meno comprensibile la titubanza delle amministrazioni a guida Pd di Genova e Savona, tanto più che il rischio per i lavoratori, legati alla concessione e non al concessionario, è inesistente. Eppure sulle mosse salva-Spinelli della Lega il silenzio a sinistra è una costante.
Del resto, dopo gli scandali, Spinelli s’è coperto, per così dire, su quel lato, chiamando a presiedere la holding l’ex deputato David Ermini e a guidare la società operativa Mario Sommariva, ex manager pubblico nei porti di Bari, Trieste e La Spezia, ex colonna di Filt Cgil e fedelissimo di Franco Mariani, eminenza del Pd nazionale per i trasporti ed editore della rivista specializzata Shipmag, sostenitrice della linea ministeriale sulla norma pro Spinelli.
Per questo solo l’impugnazione del decreto taglia-Comitati sarà la prova di un cambio di passo vero per la neo sindaca di Genova Silvia Salis e il collega savonese Marco Russo, già nel mirino per aver indicato nel Comitato nomi non proprio di rottura con il passato. Ieri il Pd ligure ha contestato il decreto di Salvini, ma non ha chiarito se lo impugnerà.
