
Il MoVimento 5 Stelle ribadisce con fermezza la sua contrarietà all’ipotesi di realizzazione di un termovalorizzatore in Val Bormida, anche alla luce delle recenti dichiarazioni riportate dalla Stampa. Apprezziamo la prudenza con cui i sindaci del territorio hanno affrontato il tema, ma riteniamo che il dibattito non possa essere incentrato solo su compensazioni, occupazione o sull’eventuale “sostituzione” di fonti inquinanti.
La Val Bormida ha già pagato un prezzo ambientale altissimo, con decenni di inquinamento industriale e ancora oggi numerose criticità irrisolte, basti pensare all’ex Acna di Cengio. È impensabile che un territorio così fragile possa essere nuovamente sacrificato per un impianto da 300.000 tonnellate/anno, alimentato anche da rifiuti speciali, sanitari e fanghi di depurazione.
Parlare di “impianti di ultima generazione” non basta: oggi l’Europa spinge verso la riduzione dei rifiuti, la massimizzazione del riciclo, il riuso e l’economia circolare, non verso nuovi inceneritori. Investire oltre 500 milioni di euro in un progetto che contraddice le linee guida comunitarie è anacronistico e rischia di bloccare per altri 30 anni ogni alternativa sostenibile.
Il MoVimento 5 Stelle chiede che il tavolo tecnico avviato non sia una passerella tecnica o politica, ma un luogo di reale trasparenza, dove siano coinvolti i cittadini, i comitati e tutte le amministrazioni, comprese quelle dei Comuni limitrofi.
Invitiamo dunque i sindaci a compiere una scelta chiara e coraggiosa: escludere definitivamente l’opzione termovalorizzatore, aprendo invece una discussione pubblica sulla bonifica dei siti inquinati, sulla creazione di comunità energetiche, su un modello di sviluppo alternativo e realmente sostenibile per la Val Bormida.
Noi continueremo a batterci, dentro e fuori le istituzioni, per tutelare il diritto alla salute e a un ambiente sano.
La Val Bormida non si svende, si riscatta.
Stefania Scarone Coordinatrice Provinciale M5S
