Invasione dell’eolico l’attacco dei 5 Stelle “Assalto speculativo”

luca maragliano
altare
Progetti eolici, il Movimento 5 Stelle savonese torna all’attacco, etichettando i nuovi parchi previsti come «un assalto speculativo alla Val Bormida e ai suoi crinali storici. Troppi rischi e zero benefici». Dopo le recenti nuove prese di posizione di sindaci e comitati civici di tutta la Provincia, da Altare ad Andora, passando per Tovo San Giacomo, anche la politica torna in campo per chiedere alla Regione una presa di posizione chiara e definitiva. Per Stefania Scarone, coordinatrice provinciale del M5S di Savona, «nel Savonese si sta assistendo a un accanimento nei confronti di territori fragili, con proliferazione di progetti eolici speculativi che ignorano il principio di equa distribuzione – spiega in una nota -. Il progetto “Cravarezza”, ad esempio, che coinvolge i comuni di Altare, Calice Ligure, Mallare e Orco Feglino, ed è solo l’ultimo di una lunga serie che comprende anche Bric Surite, Quiliano e Piccapietre. Con oltre il 90% degli impianti eolici liguri concentrati nella nostra provincia, è evidente come manchi una pianificazione seria, e che si stia sacrificando l’identità paesaggistica e turistica della Val Bormida e dell’entroterra savonese sull’altare del profitto privato. Anche il progetto Monte Chiappa, tra Andora e l’imperiese, si inserisce in questo schema di imposizione dall’alto e di scarsa trasparenza, con relazioni ambientali approssimative e valutazioni manipolate per minimizzare l’impatto reale che questo avrà sul paesaggio».
Osservazioni che ricalcano quelle già avanzate da numerosi Comuni della provincia, come Andora, che questa settimana ha depositato una nuova relazione tecnica di diciotto pagine, ribadendo la sua contrarietà alle installazioni di nuove pale. Ultimo, in ordine di tempo, a schierarsi sul fronte del «no» all’eolico industriale è stato Tovo San Giacomo, dando parere negativo sul progetto denominato Pian dei Buoi, che prevede l’installazione di due aerogeneratori da 4 megawatt ciascuno. Dopo le prime verifiche, il Comune ha infatti evidenziato il rilevante impatto infrastrutturale ed ambientale delle opere. «Le nostre colline, già colpite dal dissesto idrogeologico non sono idonee a sopportare interventi invasivi come quelli annunciati», ha spiegato il sindaco Alessandro Oddo.