Dopo gli episodi di questa mattina a Savona (con un cinghiale che ha percorso le vie del centro, combinando danni e travolgendo alcune persone con momenti di paura) interviene Riccardo Benetti, presidente di LEIDAA Savona e provincia.

“Sono assolutamente contrario agli abbattimenti – commenta – Dobbiamo impegnarci per reintrodurre questi animali nel loro habitat naturale. L’idea di mettere in sicurezza o addirittura ‘sigillare’ le aree urbane mi sembra eccessiva e sproporzionata. Servono interventi più concreti e mirati”.

Benetti propone una gestione innovativa dei rifiuti umidi: “Ogni comune dell’entroterra, inclusa Savona, dovrebbe creare zone specifiche sugli altipiani dove rilasciare i rifiuti organici, così da evitare che i cinghiali siano costretti a scendere a valle in cerca di cibo. Il problema nasce proprio dalla fame: questi animali non vengono in città per capriccio, ma perché spinti dal bisogno”.

Critico verso chi invoca la linea dura, Benetti aggiunge: “Molti pensano subito all’abbattimento, convinti che basti imbracciare il fucile per risolvere il problema. Questa è la politica di chi non ha alcun rispetto per la vita animale. Come tutti gli esseri viventi, anche queste povere anime hanno diritto a vivere e a nutrirsi.”

“La creazione di punti di rilascio controllato dell’umido non è affatto difficile da realizzare per i comuni. Solo così si eviterebbe che i cinghiali tornino in città. Abbiamo città grandi, con enormi quantità di rifiuti organici: sfruttarli per sfamare la fauna selvatica sarebbe un primo passo importante”, afferma il referente della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente.

“Come presidente di LEIDAA Savona e provincia mi sento in dovere di proporre questa strategia – conclude – L’abbattimento di animali senzienti è, per me, equiparabile a un omicidio. È urgente che tutti i comuni collaborino per trovare una soluzione condivisa e presentarla in Regione”.
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