Genova – Scacco matto alle liste d’attesa con un investimento extra di 10 milioni di euro: quasi 7 milioni e mezzo per acquistare Risonanze magnetiche e Tac dai privati (autorizzati e accreditati) più altri 2 milioni e mezzo per aumentare l’offerta su visite ed esami, i cui i tempi d’attesa sono inaccettabili (si parla di alcuni mesi) anche se le norme nazionali prevedono che la risposta arrivi entro dieci giorni, come stabilito dalla classe di priorità “breve”. Un budget straordinario, stanziato giovedì dalla giunta regionale, e a disposizione di ospedali e Asl liguri che devono stipulare contratti con le strutture private ed evitare, come è successo in passato, di non utilizzare le risorse perchè non è stata bandita la gara. In questo caso anche gli uffici della Regione dovranno darsi una svegliata. 

Durante tutte le riunioni con i direttori generali e con i “saggi”, il presidente Marco Bucci ha ricordato che la priorità è abbattere le liste d’attesa. «Entro fine marzo si devono vedere i primi risultati», aveva detto due mesi fa. Alcune misure sono state adottate due settimane fa, ma questa è la prima volta che la nuova giunta decide di stanziare una cifra importante per rispondere alla richiesta sempre più alta di prestazioni e allo stesso tempo ridurre le code per gli appuntamenti. 

Non solo, il mese scorso, il ministero della Salute ha scritto a quasi tutte le Regioni per ricordare che devono mettersi in regola per evitare sanzioni. 

Asl e ospedali possono investire subito i due milioni e mezzo con gettoni extra ai propri medici o acquistare da loro appuntamenti in libera professione. Se lo ritengono, inoltre, possono rivolgersi ai privati anche per le visite specialistiche. 

«Con questa delibera – spiega l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò – abbiamo voluto dare seguito alle azioni che sono già in vigore per ridurre le liste d’attesa, con un sostegno anche economico che consente alle aziende sanitarie e ospedaliere di aumentare l’offerta per le visite specialistiche e la diagnostica strumentale. Si tratta di risorse che, con le altre azioni messe in campo, dal Recall, sanzioni per chi non si presenta agli appuntamenti, al percorso di tutela, sono finalizzate a migliorare il sistema ampliando l’offerta, e riducendo le inefficienze». 

Rita Hervatin, voce ligure del Tribunale del malato, ricorda che l’emergenza-appuntamenti interessa tutta la Liguria, che le proteste e le richieste di aiuto dei pazienti sono giornaliere. «Mi auguro che questi dieci milioni vengano spesi bene per dare una risposta migliore ai liguri. Non è importante se un esame viene offerto da un ospedale o da un centro privato, conta che la qualità sia garantita. E poi i pazienti devono capire che non possono pretendere di fare una visita nell’ambulatorio vicino a casa». Assicura che la situazione viene monitorata ogni giorno: «È pesante dalla Spezia a Ventimiglia». E non risparmia una frecciata alla giunta Toti: «Il problema delle liste d’attesa è stato sottovalutato negli ultimi anni, sono state fatte tante promesse e tanta pubblicità, ma alla fine la situazione è peggiorata. Queste risorse sono un bel segnale, ma ci aspettiamo altri provvedimenti». 

Da una quindicina di giorni la minaccia di applicare sanzioni a chi non si presenta all’appuntamento, senza aver disdetto con almeno due giorni di anticipo, ha già avuto un effetto deterrente. La sanzione consiste nel pagare la prestazione per una quota corrispondente al ticket anche per chi è esente per patologia. L’anno scorso in Liguria sono saltate almeno 250 mila prestazioni,con una media di almeno 20 mila al mese. «La Regione ha fatto benissimo – commenta Hervatin – Da anni diciamo che deve pagare il ticket chi non si presenta». Ecco alcuni ticket: prime visite 25 euro, visita di controllo 17,90 euro, elettrocardiogramma 11,62 euro, Ecografia addome 36 euro; radiografia torace 15,45 euro. 

Nella nuova organizzazione chi ha bisogno di fare una visita e non trova posto nei tempi previsti (entro 10 giorni per la categoria “brevi”, entro 30 giorni per le visite ed entro 60 per le prestazioni strumentali, ed entro sei mesi per le programmabili) può chiedere di venire inserito in un percorso di tutela ed essere poi contattato dalla Asl o dall’ospedale per una nuova proposta. E la Regione sta già controllando come si muovono Asl e ospedali.