Savona è tra i Comuni meno virtuosi la legge impone una differenziata al 65% 

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Una delle principali domande che si fanno i savonesi in questo periodo sul prossimo cambiamento della raccolta rifiuti è: «Ma non si poteva lasciare tutto com’è oggi?». La risposta è no. Proviamo a spiegare il perché. La legge regionale ligure prevede che i Comuni debbano raggiungere il 65% di raccolta differenziata. Percentuale prevista anche dalla normativa nazionale. Non solo, a livello europeo la norma prevede il 55% entro il 2025. Savona Città, in base agli ultimi dati resi pubblici l’anno scorso tocca il 43,76%. Poco, troppo poco anche perché il mancato raggiungimento dei canoni previsti dalla normativa non è «gratis». Ci sono, infatti, sanzioni da pagare. Savona sborsa circa 33 mila euro di multa annua per produrre troppi rifiuti indifferenziati rispetto al limite stabilito. Soldi pubblici che finiscono all’erario come sanzione. La delibera regionale infatti stabilisce anche il contributo economico da versare a carico dei Comuni poco virtuosi (nell’ultimo rapporto erano 63 in tutta la Liguria tra cui Genova e Savona). Gran parte del contributo da versare è dovuto dal Comune di Genova (251mila 948,98 euro). Segue proprio il Comune di Savona. 
La raccolta differenziata porta a porta è l’unico strumento? Sostanzialmente sì, guardando i dati. Savona ha si aumentato la percentuale di raccolta passando dal 42,5 al 43,7% ma è sempre troppo poco per i limiti imposti dalla norma. Chi ha applicato il porta a porta è arrivato anche oltre alla soglia critica del 65%. Basta vedere Imperia che ha raggiunto il 68,7%. Il che vuol dire non solo cancellazione delle sanzioni, ma anche percepire contributi. Un esempio? Nel 2024 dalla Conferenza Stato-città sono arrivati circa 55 milioni di euro ai Comuni per la raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti solidi urbani nelle scuole statali. È stato destinato ai 5.428 Comuni virtuosi, che hanno raggiunto l’obiettivo di raccolta differenziata minima del 65 per cento. La ripartizione del contributo è stato aumentato dal 14 per cento del 2023 al 20 per cento per il 2024. Senza contare altre tipologie di contributi a cui si può accedere, come quello Conai per gli imballaggi. m.ram.—