
GIOVEDÌ SE NE PARLERÀ IN CONSIGLIO A MALLARE IN PROGRAMMA ALTRI INCONTRI IN VALBORMIDA
Luca Maragliano
mallare
Progetti per i nuovi parchi eolici nel Savonese, in Val Bormida cresce e si compatta il fronte del «no». Non si fermano, nei comuni dell’entroterra, iniziative e proposte mirate a contrastare il proliferare dei parchi eolici: una battaglia che ha conosciuto una spinta decisiva ad Altare, dove da fine gennaio un Comitato di cittadini, con il sostegno del Comune, lotta per fermare soprattutto il progetto denominato Bric Surite. A seguito di un’assemblea pubblica e di una manifestazione di protesta sulle colline del paese che dovrebbero essere interessate dal progetto, sono stati poi numerosi anche gli amministratori e le associazioni di paesi vicini a prendere posizione contro quello che, da più parti, viene definito come un vero e proprio «assalto», con decine di iniziative, la maggior parte delle quali estremamente impattanti a livello paesaggistico.
Anche di questo si parlerà giovedì sera a Mallare, dove alle 20 è convocata la nuova seduta del Consiglio comunale: sarà in questa sede che l’amministrazione guidata dal sindaco Flavio Astiggiano prenderà ufficialmente posizione (così come fatto, la scorsa settimana, da quella di Altare) contro il Bric Surite, approvando un documento di osservazioni da inviare alla Regione. Non solo: all’ordine del giorno è infatti iscritto anche un altro punto sul tema, relativo al progetto Bric dell’Eremita.
Intanto, sempre in Val Bormida, sono diverse amministrazioni e associazioni che stanno organizzando nuovi incontri per discutere del tema: a prendere posizione contro l’eolico «selvaggio» è stata negli ultimi giorni anche l’Associazione italiana per la Wilderness, che in una nota contesta il progetto che dovrebbe interessare i crinali cairesi di località Camponuovo, ai confini con la riserva dell’Adelasia. Secondo la coordinatrice del M5S di Savona, Stefania Scarrone, «è solo l’ultimo affronto – ha detto -, che si aggiunge a una lunga lista di impianti esistenti e in fase di approvazione, trasformando la Val Bormida in una distesa di pale senza fine. Undici nuovi progetti in fase di valutazione, sette parchi eolici in costruzione e altri sedici impianti già attivi. Non possiamo permettere che la transizione energetica diventi sinonimo di colonizzazione industriale, imponendo un peso insostenibile su una sola area, senza una pianificazione regionale seria ed equilibrata». —
