
MASSIMILIANO RAMBALDI – SAVONA
Non si trovano medici, anche in pensione, per potenziare le attività dei reparti di emergenza-urgenza e di accettazione sul territorio savonese. Poca disponibilità oraria, per dirla in poche parole, e compenso che non attira. Di conseguenza l’Asl 2 ha deciso di revocare la manifestazione di interesse diffusa solamente un mese e mezzo fa, in cui si proponeva il conferimento di incarichi individuali con contratti di lavoro autonomo per lo svolgimento di tale attività professionale.
Le candidature ricevute in questo periodo sono soprattutto di medici specializzandi, la cui contrattualizzazione potrà avvenire nel limite di 8 ore settimanali. In sostanza una tempistica che non consente di risolvere il problema, che dunque continuerà a permanere. E se non si trovano disponibilità nemmeno con questa modalità, per potenziare i servizi si può davvero fare poco di più.
«Con questa manifestazione di interesse – spiega l’Asl nella delibera 152 a firma del direttore generale –, l’azienda voleva ricercare professionisti da incaricare per dare attuazione a progetti di potenziamento e supporto di attività legate all’emergenza-urgenza. Non solo relativamente ai pazienti in arrivo in ambulanza ma anche coloro che giungono autonomamente al Pronto soccorso. Il fine era di ridurre il numero di ricoveri impropri e realizzare specifici percorsi di osservazione breve».
Ma pochi medici in transito nei Pronto soccorso significano anche lunghe attese, soprattutto in termini di cure da prestare a ciascuna delle persone. Sarebbe infatti possibile un minore sovraccarico assistenziale nei reparti di emergenza con un senso di precarietà minore.
Michele Orlando, Direttore generale dell’Asl savonese
«La disponibilità dei candidati era troppo esigua per la gestione di nuovi progetti»
Il monte orario di disponibilità di chi si è candidato alla manifestazione di interesse è l’altro grande problema: «C’è un esiguo ritorno in termini di disponibilità oraria da parte dei professionisti reclutabili attraverso la procedura – conclude la delibera Asl –, oltre al fatto che si ritiene necessario revisionare le tariffe da corrispondersi ai professionisti, al fine di allinearle in modo migliore alle condizioni del mercato del lavoro. Così risulterebbero in linea con le condizioni offerte da altre realtà aziendali».
La tariffa prevista variava tra 40 e 60 euro l’ora e evidentemente non era remunerativa per medici già impegnati nella libera professione le cui viste costano tra il doppio e il triplo se in ambulatorio ed il termine massimo in un Pronto soccorso. Ora l’Asl dovrà percorrere altre strade per tentare di risolvere un inconveniente che era stato a lungo sottovalutato.
Ambulanze India confermate ma i soccorsi restano a rischio

MAURO CAMOIRANO
Ambulanze infermieristiche India, conclusa la sperimentazione il servizio diventa definitivo, e saranno implementate le aree coperte. Ma si rischia il cortocircuito del sistema dell’emergenza che pesa sempre di più sui due unici veri Pronto soccorso, a Savona e Pietra Ligure, che lamentano carenze di personale.
Pochi mesi fa, il dottor Paolo Cremonesi, presidente ligure del Simeu, la Società scientifica di Pronto soccorso, aveva sottolineato che le carenze di personale oscillerebbero «vanno dal 25 al oltre il 50%; in particolare sulle Riviera dove ci si rivolge alle cooperative, è il caso dell’ospedale di Sanremo o nel Savonese per Pietra Ligure».
Sia chiaro, la notizia che la Regione abbia stabilito di confermare, e implementare ancora in altri territori, attraverso decisione del mezzo di Soccorso Avanzato MSAI (India), a bordo del quale anche se non infermiere specializzato nell’emergenza e un autista soccorritore, è sicuramente positiva.
Massimo Nicolò, Assessore regionale alla sanità
«Questi mezzi non sostituiscono le automediche, ma svolgeranno un ruolo di affiancamento»
Nel 2023 circa 800 interventi. Circa il 20% dei casi ha riguardato codici rossi, con l’infermiere a bordo che operava in contatto telefonico continuo con i medici. Il restante 80 per cento erano codici gialli.
Tuttavia, per entrare nel merito è un punto di arrivo ambizioso e anche necessario. Con i dati in tasca si trova un abisso tra Cairo 320 interventi e San Paolo oltre il doppio: 12465.
Cento pazienti al giorno ma i casi di influenza cominciano a diminuire

VALENTINA CAROSINI
Restano alti gli accessi nei Pronto soccorso, mentre i colpi di coda delle patologie influenzali continuano a ripercuotersi sulle strutture sanitarie, con numeri stabilmente alti di pazienti che fanno ricorso alle cure ospedaliere.
Mentre la Liguria scende in fascia gialla secondo il report di RespiVirNet dedicato alla Sorveglianza integrata dei virus respiratori, per la seconda settimana a una dialisi settimanale, questa parte del paese sta vedendo il ritorno alla normalità.
L’indice ha iniziato a calare e dunque per quanto riguarda la sindrome simil-influenzale, si sta tornando ad una “bassa intensità” su scala nazionale.
Se in Liguria complessivamente la curva flette, a Savona i dati parlano ancora di numeri impegnativi per gli accessi nei reparti di emergenza-urgenza ospedaliera.
Per quanto riguarda l’ospedale San Paolo, gli ingressi di pazienti in Pronto soccorso risultano stabili ed in linea con le ultime settimane, in una fase che non si può ancora dire discendente.
Nella settimana del 2025 il livello d’incidenza dell’influenza in Liguria risulta pari a 10,9 casi ogni mille assistiti. L’incidenza nei bambini sotto i tre anni è la più elevata, maggiore anche ai dati pediatrici nazionali.
L’incidenza complessiva in Liguria al momento dell’8,91%.
Se vuoi un commento o un articolo basato su questi dati, fammelo sapere!
Savona, l’Asl non trova medici disposti a lavorare a gettone nei reparti di Pronto soccorso
MASSIMILIANO RAMBALDI – SAVONA
Non si trovano medici, anche in pensione, per potenziare le attività dei reparti di emergenza-urgenza e di accettazione sul territorio savonese. Poca disponibilità oraria, per dirla in poche parole, e compenso che non attira. Di conseguenza l’Asl 2 ha deciso di revocare la manifestazione di interesse diffusa solamente un mese e mezzo fa, in cui si proponeva il conferimento di incarichi individuali con contratti di lavoro autonomo per lo svolgimento di tale attività professionale.
Le candidature ricevute in questo periodo sono soprattutto di medici specializzandi, la cui contrattualizzazione potrà avvenire nel limite di 8 ore settimanali. In sostanza una tempistica che non consente di risolvere il problema, che dunque continuerà a permanere. E se non si trovano disponibilità nemmeno con questa modalità, per potenziare i servizi si può davvero fare poco di più.
«Con questa manifestazione di interesse – spiega l’Asl nella delibera 152 a firma del direttore generale –, l’azienda voleva ricercare professionisti da incaricare per dare attuazione a progetti di potenziamento e supporto di attività legate all’emergenza-urgenza. Non solo relativamente ai pazienti in arrivo in ambulanza ma anche coloro che giungono autonomamente al Pronto soccorso. Il fine era di ridurre il numero di ricoveri impropri e realizzare specifici percorsi di osservazione breve».
Ma pochi medici in transito nei Pronto soccorso significano anche lunghe attese, soprattutto in termini di cure da prestare a ciascuna delle persone. Sarebbe infatti possibile un minore sovraccarico assistenziale nei reparti di emergenza con un senso di precarietà minore.
Michele Orlando, Direttore generale dell’Asl savonese
«La disponibilità dei candidati era troppo esigua per la gestione di nuovi progetti»
Il monte orario di disponibilità di chi si è candidato alla manifestazione di interesse è l’altro grande problema: «C’è un esiguo ritorno in termini di disponibilità oraria da parte dei professionisti reclutabili attraverso la procedura – conclude la delibera Asl –, oltre al fatto che si ritiene necessario revisionare le tariffe da corrispondersi ai professionisti, al fine di allinearle in modo migliore alle condizioni del mercato del lavoro. Così risulterebbero in linea con le condizioni offerte da altre realtà aziendali».
La tariffa prevista variava tra 40 e 60 euro l’ora e evidentemente non era remunerativa per medici già impegnati nella libera professione le cui viste costano tra il doppio e il triplo se in ambulatorio ed il termine massimo in un Pronto soccorso. Ora l’Asl dovrà percorrere altre strade per tentare di risolvere un inconveniente che era stato a lungo sottovalutato.
Ambulanze India confermate ma i soccorsi restano a rischio
MAURO CAMOIRANO
Ambulanze infermieristiche India, conclusa la sperimentazione il servizio diventa definitivo, e saranno implementate le aree coperte. Ma si rischia il cortocircuito del sistema dell’emergenza che pesa sempre di più sui due unici veri Pronto soccorso, a Savona e Pietra Ligure, che lamentano carenze di personale.
Pochi mesi fa, il dottor Paolo Cremonesi, presidente ligure del Simeu, la Società scientifica di Pronto soccorso, aveva sottolineato che le carenze di personale oscillerebbero «vanno dal 25 al oltre il 50%; in particolare sulle Riviera dove ci si rivolge alle cooperative, è il caso dell’ospedale di Sanremo o nel Savonese per Pietra Ligure».
Sia chiaro, la notizia che la Regione abbia stabilito di confermare, e implementare ancora in altri territori, attraverso decisione del mezzo di Soccorso Avanzato MSAI (India), a bordo del quale anche se non infermiere specializzato nell’emergenza e un autista soccorritore, è sicuramente positiva.
Massimo Nicolò, Assessore regionale alla sanità
«Questi mezzi non sostituiscono le automediche, ma svolgeranno un ruolo di affiancamento»
Nel 2023 circa 800 interventi. Circa il 20% dei casi ha riguardato codici rossi, con l’infermiere a bordo che operava in contatto telefonico continuo con i medici. Il restante 80 per cento erano codici gialli.
Tuttavia, per entrare nel merito è un punto di arrivo ambizioso e anche necessario. Con i dati in tasca si trova un abisso tra Cairo 320 interventi e San Paolo oltre il doppio: 12465.
Cento pazienti al giorno ma i casi di influenza cominciano a diminuire
VALENTINA CAROSINI
Restano alti gli accessi nei Pronto soccorso, mentre i colpi di coda delle patologie influenzali continuano a ripercuotersi sulle strutture sanitarie, con numeri stabilmente alti di pazienti che fanno ricorso alle cure ospedaliere.
Mentre la Liguria scende in fascia gialla secondo il report di RespiVirNet dedicato alla Sorveglianza integrata dei virus respiratori, per la seconda settimana a una dialisi settimanale, questa parte del paese sta vedendo il ritorno alla normalità.
L’indice ha iniziato a calare e dunque per quanto riguarda la sindrome simil-influenzale, si sta tornando ad una “bassa intensità” su scala nazionale.
Se in Liguria complessivamente la curva flette, a Savona i dati parlano ancora di numeri impegnativi per gli accessi nei reparti di emergenza-urgenza ospedaliera.
Per quanto riguarda l’ospedale San Paolo, gli ingressi di pazienti in Pronto soccorso risultano stabili ed in linea con le ultime settimane, in una fase che non si può ancora dire discendente.
Nella settimana del 2025 il livello d’incidenza dell’influenza in Liguria risulta pari a 10,9 casi ogni mille assistiti. L’incidenza nei bambini sotto i tre anni è la più elevata, maggiore anche ai dati pediatrici nazionali.
L’incidenza complessiva in Liguria al momento dell’8,91%.
Se vuoi un commento o un articolo basato su questi dati, fammelo sapere!
