“Tariffe dell’acqua aumentate senza approvazione di Arera”

Stefano Franchi
Andora
Stefano Franchi
Andora
Aumenti tariffari, bollette dagli importi vertiginosi e conguagli particolarmente onerosi. Sono quelli applicati agli utenti dall’Ato imperiese a cui è connesso anche il comune di Andora. E cittadini, attività commerciali e turisti vessati da oneri di depurazione reflui non dovuti e pagamento forniture, anche quando è stata erogata, per oltre 18 mesi, acqua salata invece che potabile, continuano a ribellarsi. Rivieracqua e gestione Ato imperiese sono state al centro della IV Commissione territorio ed ambiente riunitasi l’altro giorno.
«Rivieracqua ha effettuato aumenti tariffari nonostante l’assenza di un’approvazione da parte di Arera. Importi applicati anche con effetto retroattivo a partire dal primo gennaio 2022 che hanno generato un aumento vertiginoso dei costi e conguagli particolarmente onerosi – spiega Furio Truzzi, presidente di Assoutenti – Nel corso della riunione abbiamo presentato inoltre la situazione problematica di Andora, comune savonese connesso all’Ato imperiese, in cui gli utenti si ritrovano a pagare oneri di depurazione dei reflui non dovuti perché, come evidenziato da sentenza emessa dalla Corte di Giustizia dell’unione europea nel 2021, i reflui non sono sottoposti ad un trattamento secondario o equivalente. Gli utenti andoresi si trovano a dover anche pagare addebiti di fornitura idrica nelle bollette che fanno riferimento al periodo in cui dai rubinetti di abitazioni, attività commerciali e turistico ricettive, per circa 18 mesi, è uscita acqua salata anziché acqua potabile. Anche questi sono importi non dovuti come evidenziato da sentenza emessa lo scorso anno». Non sono mancate dichiarazioni a sostegno dei consumatori. «Le criticità, come se non bastassero i problemi legati allo spreco idrico e l’annoso dramma dell’acqua salata, spaziano dalla vergognosa retroattività degli aumenti tariffari, che Rivieracqua ha deciso di applicare fregandosene di una sentenza del Consiglio di Stato che lo scorso 17 giugno 2024 ha dichiarato illegittimi gli aumenti retroattivi, fino alla riduzione e al distacco dell’erogazione idrica nelle case– tuona Stefano Giordano, capogruppo regionale del M5S – Gravissimo che i vertici dei gestori al posto delle amministrazioni abbiano impunemente applicato dei conguagli tariffari al rialzo quando persino l’Arera non ha ancora approvato le nuove tariffe».
