Scontro tra la dem Picierno e il 5S Pedullà. Conte prepara il corteo anti-Meloni, i riformisti Pd marciano per la vittoria di Kiev

Luca De Carolis e Lorenzo Giarelli

Le piazze, le armi, la Russia e l’Ucraina, e perché no, come e se allearsi. Nelle ore in cui il governo s’incarta sempre di più sul caso Paragon, il cosiddetto campo progressista mostra per la milionesima volta tutte le differenze e i rancori che lo agitano. E si va dalla grana più rumorosa di giornata, gli stracci che volano tra la dem Pina Picierno e il 5Stelle Gaetano Pedullà, entrambi eurodeputati, a quella che arriverà a breve, le 11 piazze italiane dove domenica la comunità ucraina, i Radicali e varie altre associazioni si ritroveranno per ribadire il sostegno a Kiev a tre anni dall’inizio dell’invasione russa. Appuntamento dove i partiti centristi, da Azione a Italia Viva, saranno in prima fila, ma a cui il Pd potrebbe presentarsi in ordine sparso, e chissà cosa faranno i 5Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. È difficile mettere in ordine tutti i cattivi pensieri dentro le opposizioni.
Però si può ripartire da quelli diffusi dalla piazza annunciata in via unilaterale da Giuseppe Conte. Evento per ora senza data – ma sarà prima di Pasqua – dove il no allo scorporo delle spese militari dal patto di stabilità sarà uno dei temi principali. E già questo rappresenta un altro problema per il Pd, dove sullo scorporo le posizioni sono variegate. Senza dimenticare il nodo di partenza, cioè il metodo. “Conte manderà inviti agli altri leader, per ribadire che la manifestazione l’ha pensata il Movimento” sussurra un big del M5S. Traduzione, farà il padrone di casa, con chi vorrà recarsi in visita. Non proprio un inno allo spirito “testardamente unitario” di Elly Schlein. Anche se poi una botta più dritta alla leader dem arriva, come sovente accade, da un’eletta del suo partito. Perché è vero, ufficialmente la vicepresidente del Parlamento europeo Picierno su Repubblica entra a gamba tesa “solo” sui Cinque Stelle: “Tra loro e la Lega c’è una sintonia ritrovata, si fanno compagnia, con il M5S che ha detto parole inopportune sul presidente Mattarella”. Ma quelle sillabe sono anche un morso alla segretaria pro-alleanza. Tanto più che alcuni dem fanno notare nel colloquio il passaggio su Dario Franceschini e sulla sua “presa d’atto che esistono differenze importanti tra noi e i 5Stelle”.
Però a intasare le agenzie sono le reazioni all’intervista, con il 5Stelle Pedullà che a L’Aria che tira accusa: “Picierno è un’infiltrata dei fascisti nella sinistra. Chiede più guerra, più armi, più povertà, più morti”. Ne segue un ovvio putiferio, con dem e Movimento che invocano reciprocamente le scuse, mentre il capodelegazione in Ue Nicola Zingaretti e il presidente del Pd Stefano Bonaccini manifestano “solidarietà” a Picierno e se la prendono con “le dichiarazioni violente e avventate” di Pedullà. In serata, il 5Stelle e la dem se ne dicono altre su SkyTg24, con Picierno che punge: “Ti chiedo, è fascista anche Mattarella?”. E Pedullà che ribatte: “Non provare a buttarla in caciara”. In questo clima, dal Senato rimbalzano le polemiche per il via libera a un ordine del giorno del Carroccio “che vuole permettere anche alle aziende italiane che producono oggetti di rubinetteria di esportare in Russia e Bielorussia” a sentire il leghista Stefano Borghesi. Ma il Pd la prende male, e voci dem fanno notare: “I 5Stelle si sono astenuti”. Come a dire che un certo sentimento gialloverde riaffiora.
Cattivi pensieri che si ripresenteranno nel fine settimana, visto che le comunità ucraine in Italia hanno organizzato per domenica 11 piazze in altrettante città, più un evento a Torino. Cortei che hanno assunto un significato politico che non si limita al generico sostegno al popolo ucraino. Basta leggere il post del senatore dem Filippo Sensi, riformista che peraltro liquida la piazza proposta dal M5S: “Una manifestazione dove tutte le forze politiche possono, anzi dovrebbero, convergere c’è già, ed è questa, di domenica. Io ci sarò. Spero anche il mio partito e tutti gli altri che amano la democrazia e la libertà europee”. La piattaforma della manifestazione però è complicata da digerire non solo per 5Stelle e Avs, ma anche per l’ala sinistra del Pd: “Se l’Ucraina non verrà sostenuta fino alla vittoria – si legge – il prezzo da pagare non ricadrà solo su di lei, ma su tutto il mondo libero”. Gli organizzatori stanno raccogliendo adesioni da Napoli a Roma e a Firenze. E a Milano, sede non banale per gli intrecci politici che ne derivano, dove saranno in piazza Azione, Iv, Radicali, Più Europa e molti altri. Per il momento il simbolo del Pd non è sulla locandina, ma c’è quello dei Giovani democratici. Con loro, confermano fonti del partito, ci sarà una delegazione dem, che a Milano e in Lombardia conta su esponenti rilevanti della corrente centrista, tra cui Lia Quartapelle, che ha già assicurato la propria presenza promuovendo anche via social la mobilitazione. Iniziative individuali, aspettando una parola da Schlein. Ma dovrà decidere cosa fare anche Conte, che in serata teorizza: “Trump smaschera tutta la propaganda bellicista dell’Occidente sull’Ucraina e dice una verità che noi del M5S diciamo da tre anni, ossia che battere militarmente la Russia era irrealistico”. Però la 5Stelle e vicepresidente del Senato Mariolina Castellone sembra di diverso avviso: “Le dichiarazioni di Trump sono pericolosissime. Ma purtroppo molti, anche qui in Italia, sono troppo impegnati a compiacerlo per rendersene conto”. Differenze, a Cinque Stelle.