La carta per non schiantarsi (anche) a Genova, strano a constatarlo, ha ricevuto il via libera di tutti i partiti del presunto campo largo: stravolti, dopo settimane di nomi bruciati dalle guerre intestine al Pd. “In confronto a lei io sembro Karl Marx, ma è una proposta vincente, tanto che le destre si sono subito agitate” scherza e nel contempo incrocia le dita un veterano dem. Lei è Silvia Salis, vicepresidente vicaria del Coni, da ieri ormai ufficialmente candidata sindaca del centrosinistra alle Comunali nel capoluogo ligure, previste per maggio. “Ho accettato la proposta che mi è stata fatta chiedendo le garanzie che la squadra fosse la più grande possibile”, ha detto ieri la 39enne Salis, con sillabe già da aspirante federatrice. Oggi pomeriggio farà la sua prima uscita pubblica a Genova, incontrando “le donne della coalizione”.
Perché deve già correre, la candidata calata dal dem Andrea Orlando dopo settimane di nomi uccellati dai veti incrociati. A detta di molti, la vera carta su cui l’ex ministro e attuale consigliere regionale ligure puntava dall’inizio: donna, civica, giovane e anche di area. Pure per motivi familiari, visto che è la figlia di Eugenio, comunista e storico custode di Villa Gentile, “tempio laico” dell’atletica a Genova. Il mondo della dirigente del Coni, ex martellista, vincitrice di dieci titoli italiani. Poi un infortunio e la successiva carriera nel Comitato olimpico, fino a diventare la vice di Giovanni Malagò. Ora la candidatura a sindaca nella sua città, ufficializzata ieri mattina dopo l’appoggio dei Cinque Stelle, con una nota dell’ex capogruppo in Europa, Tiziana Beghin: “Il M5S ha dato il via libera alla candidatura della dottoressa Salis dopo un lungo confronto”. Tradotto, la dirigente Coni ha dato ai 5Stelle garanzie su punti di programma, a cominciare dal no al termovalorizzatore a Genova, e così domenica anche i gruppi territoriali del Movimento hanno dato il via libera.
Adesso il M5S confida che Beghin possa essere nominata vicesindaca, e ambienti vari del centrosinistra confermano che “si potrebbe fare”. La certezza è che (per ora) ci stanno quasi tutti: dai fu giallorosa ad Avs, per arrivare ai civici di Linea Condivisa e a Italia Viva, mentre il direttivo di Azione si è riunito ieri sera per decidere, ma tutti si aspettano l’appoggio dei calendiani. Nell’attesa, Matteo Renzi da giorni in Parlamento tesse le lodi di Salis con colleghi di vari partiti. “Vuole metterci il cappello” borbottano dal Pd come dal M5S. Come leva, il fu rottamatore può ricordare che la invitò a parlare un paio di anni fa alla Leopolda, la Mecca del renzismo, dove era più che un ospite abituale il regista Fausto Brizzi, marito dell’ex martellista. Ma il punto politico è che Iv dovrebbe stare in coalizione, con un cartello di centristi. E ciò spiega malumori sparsi a sinistra, anche su Salis, “troppo moderata”. Però anche destra non sembrano tranquilli, visto che ieri il sindaco uscente e attuale presidente regionale Marco Bucci l’ha “accolta” così: “Chi si candida non è residente a Genova non potrà votare, allora diamole presto la residenza”. A stretto giro, la risposta del capogruppo dem in Comune, Davide Patrone: “Chi ha fatto il sindaco non sa neanche la residenza dei cittadini genovesi che ha nominato ambasciatori della città nel mondo. Salis non è residente a Roma, ma a Genova”.
@lucadecarolis