Cadibona strozzato dai mezzi pesanti Isetta: “Invivibile”

antonio amodio
quiliano
L’abitato di Cadibona, giorno e notte, è sempre più esposto al traffico di mezzi pesanti diretti in Piemonte e Lombardia. Forti disagi per i residenti che, da tempo ormai, stanno conducendo una forte protesta per chiedere con forza provvedimenti efficaci al più presto. Da una parte, ormai da un quinquennio le funivie Savona – San Giuseppe di Cairo, restano ferme, dall’altra i lavori in A 6, rendono evidentemente più conveniente per gli autotrasportatori scegliere la viabilità ordinaria per i loro spostamenti. Di qui l’iniziativa del Comune e del sindaco di Quiliano, Nicola Isetta che chiedono un deciso intervento da parte della Provincia e del presidente Pierangelo Olivieri. «La strada provinciale 29 del Cadibona – afferma il sindaco Isetta – interessa una parte significativa del territorio della città di Quiliano. Il trasporto su gomma si è reso particolarmente intenso 24 ore al giorno. La vicinanza dei porti sia per quanto riguarda il traffico turistico e crocieristico, sia per il trasporto di merci, permette attraverso il valico del colle di Cadibona, in pochi chilometri, 12 per la precisione, di raggiungere l’altopiano piemontese, usufruendo anche dell’ingresso del casello autostradale di Altare, di collegamento a tutte le zone stradali e artigianali del nord Italia e in particolare piemontesi e lombarde. Di contro questo fenomeno sta creando a danno della popolazione quilianese residente a Cadibona che si trova letteralmente travolta ed esasperata dal transito giornaliero di migliaia di vetture che costituiscono traffico sia turistico, sia pendolare. Servono anche lavori urgenti: come alla strettoia di fronte alla chiesa parrocchiale di Cadibona». Pierangelo Olivieri ribatte: «Ci muoveremo su tre direzioni, in primis cercare di riattivare con la struttura commissariale e il MIT le funivie. Poi verificare con la società concessionaria della A6 il modo per renderla più efficiente o, in via temporanea, per una esenzione del pagamento del pedaggio e poi cercheremo di eseguire gli interventi di sicurezza».
