
Questo ennesimo lunedì nero per i pendolari liguri mette in evidenza i problemi strutturali e organizzativi del trasporto pubblico regionale, che si sommano alle difficoltà croniche della rete autostradale. I disagi causati dal guasto alla linea elettrica tra Finale Ligure e Savona, con treni soppressi e ritardi di ore, riflettono l’urgenza di interventi sistematici e non più procrastinabili.
In Liguria, un’efficace pianificazione infrastrutturale sembra un miraggio: i pendolari sono ostaggi di un sistema inadeguato che compromette la quotidianità e l’economia locale. Le corse sostitutive con bus e le misure tampone adottate da Trenitalia non bastano per garantire un servizio affidabile e continuativo. Inoltre, il prossimo sciopero previsto aggraverà ulteriormente una situazione già insostenibile.
Ogni mattina, lavoratori, studenti e cittadini che si spostano per necessità si trovano ad affrontare ritardi di oltre 3 ore, cancellazioni improvvise, e una totale mancanza di comunicazioni adeguate da parte di Trenitalia. Molti abbonati, che pagano centinaia di euro all’anno, si sentono presi in giro, dovendo spesso ricorrere ad auto private o taxi per raggiungere il luogo di lavoro, con costi aggiuntivi insostenibili.
Un esempio emblematico è rappresentato dai pendolari del treno Intercity Ventimiglia-Milano, che questa mattina è rimasto fermo a Savona per ore. Molti viaggiatori, bloccati senza alternative, hanno perso appuntamenti di lavoro, esami e collegamenti per altre destinazioni. Anche chi si sposta all’interno della regione, tra Savona e Genova, è costretto a convivere con un servizio frammentato e privo di certezze.
Parallelamente, le autostrade restano un incubo, con traffico bloccato e code interminabili anche a causa del maltempo. Pioggia o sole, la Liguria sembra incapace di offrire alternative valide per gli spostamenti. La situazione è esasperante per chi ogni giorno si ritrova a scegliere tra treni in tilt e strade congestionate, vivendo una routine di stress e disservizi.
È necessario aprire un tavolo urgente di confronto tra Regione Liguria, Trenitalia e Governo centrale per pianificare investimenti concreti, migliorare la manutenzione della rete ferroviaria e autostradale, e ascoltare le esigenze dei pendolari. Senza un cambio di passo, la mobilità in Liguria continuerà a rimanere un tallone d’Achille per lo sviluppo del territorio.
E’ prioritario far pressione affinché la mobilità pubblica diventi un pilastro delle politiche di sviluppo regionale. Solo così si potrà uscire da questa odissea quotidiana e ridare dignità a chi ogni giorno si affida a un servizio pubblico che, al momento, tradisce le aspettative.
