Il bilancio di Albisola scatena le polemiche dell’opposizione

Massimo Piccone

Albisola Superiore

L’approvazione del bilancio previsionale del Comune di Albisola Superiore entro il 31 dicembre (l’ultima volta fu nel 1995) ha innescato ugualmente forti polemiche sia dai consiglieri di opposizione, sia dalla sezione locale del Pd.

«La narrazione dell’uscita dal piano di riequilibrio finanziario, annunciata come vittoria epocale, ignora che l’accesso obbligatorio al piano è stato il risultato delle stesse politiche delle amministrazioni Orsi e Garbarini. Politiche che hanno creato quella “voragine” di bilancio, sanata in gran parte con la “svendita” del complesso tra via San Pietro e via Sito IV per 2 milioni e 860 mila euro», hanno rimarcato i consiglieri di minoranza Stefania Scarone, Luca Proto, Serena Cello e Piero Corona.

La replica del sindaco Maurizio Garbarini non si è fatta attendere: «Il disavanzo era generato da debiti fuori bilancio per 1,5 milioni di euro ereditati da molto tempo prima delle amministrazioni di Orsi e del sottoscritto. Composti da 890 mila dell’esproprio del rilevatore ferroviario che risaliva al 1991 e da 900 mila dal fallimento della “Gesta” per l’incompiuta piscina coperta di Luceto, anno 2007 (giunta Lionello Parodi, ndr.). Senza contare la massa di residui passivi e residui attivi non esigibili per circa un milione e dei fondi da accantonare per legge per circa 2,1 milioni.

Siamo riusciti a fare quello che altri avevano generato e che nessun aveva mai risolto: l’estinzione di tutti i mutui pregressi precedenti alle amministrazioni Orsi e Garbarini, per un totale di 3 milioni e 430 mila euro».