Toti, c’è il patteggiamento a due anni e tre mesi “Alla Lilt per 810 giorni”

genova
Sette mesi e 11 giorni dopo gli arresti che hanno terremotato la Liguria, si è chiuso ieri con la ratifica da parte del gup di Genova dei patteggiamenti, il procedimento a carico dell’ex governatore della Liguria Giovanni Toti, dell’ex numero uno del porto di Genova Paolo Emilio Signorini e dell’imprenditore portuale Aldo Spinelli. Dalle ore concitate del 7 di maggio scorso ad un’udienza senza imputati presenti, ieri mattina in Tribunale a Genova si è celebrato l’ultimo atto di una vicenda giudiziaria che ha decapitato la Liguria con l’inchiesta sulla corruzione, svelando il sistema di rapporti tra politica, imprenditoria e mondo portuale. 
Per quanto riguarda Toti, l’ex presidente della Regione – accusato di corruzione per l’esercizio della propria funzione e finanziamento illecito – ha patteggiato 2 anni e 3 mesi, commutati in 1. 620 ore di lavori socialmente utili. Li svolgerà alla Lilt, Lega italiana per la lotta ai tumori, nella sede di Genova per 810 giorni, e sulla base della richiesta di Toti stesso inizierà a scontarli immediatamente, svolgendo attività di sostegno funzionale e presa in carico. Come pena accessoria il gup Matteo Buffoni ha disposto l’interdizione ai pubblici uffici e l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione per 3 anni, oltre alla confisca già eseguita di 175. 850 euro. Il tema delle pene accessorie si lega con quello legato alla non eleggibilità, che durerà per tutto l’arco della durata dell’interdizione con l’impossibilità di ricoprire incarichi pubblici. Al termine, da quanto emerso, subentreranno le previsioni della Legge Severino, salvo non venga richiesta da Toti la riabilitazione, istituto attivabile con una procedura autonoma al termine della pena su istanza al Tribunale di Sorveglianza della durata di 3 anni che estinguerebbe di fatto gli effetti della Severino stessa. Un tema che al momento resta laterale, come il pensiero di un ritorno in politica, con Toti che negli ultimi mesi si è dimesso da ogni incarico e si è astenuto da esercitare qualunque funzione, decadendo con la pronuncia di ieri anche da eventuali incarichi ad personam, che prescindono dal ruolo che ha ricoperto. 
Una sentenza, quella di ieri, che «non si può definire di assoluzione», secondo il procuratore capo di Genova, Nicola Piacente, in quanto «la sentenza di applicazione della pena è una sentenza di condanna con effetti ridotti». 
«Non è un proscioglimento e questo è chiaro ma neanche una pronuncia che condanna, è un’applicazione di pena, una cosa diversa», secondo l’avvocato di Toti, Stefano Savi, che al termine di mesi intensi chiosa, «possiamo essere soddisfatti, tenuto conto del bilanciamento tra la fondatezza delle nostre tesi e aspetti umani» riguardanti l’imputato. Con la sentenza si è chiusa anche la posizione dell’ex presidente del porto Signorini, l’unico a finire in carcere, che ha concordato tre anni e cinque mesi e 28 giorni, e del terminalista Aldo Spinelli, sul quale l’accordo prevede tre anni e tre mesi. 
Per entrambi, si dovrà attendere il giudicato e l’ordine di esecuzione pena dopodiché potrà essere avanzata l’istanza per una pena alternativa e l’affidamento in prova ai servizi sociali. V. CA.