Le tappe della vicenda Giuseppe Conte ” Grillo alla guerra del simbolo M5S Conte: “la pagherà” Beppe Grillo

ANTONIO BRAVETTI
ROMA
«Non è più l’epoca delle cacciate e delle espulsioni con un post scriptum, delle decisioni padronali con una sfilza di espulsioni a tappeto. Questa è una casa democratica di tutti, dove tutti possono sentirsi a proprio agio e dare un contributo». Giuseppe Conte spalanca le porte del Movimento Cinquestelle. Dopo la vittoria bis su Beppe Grillo, l’ex premier arieggia il Movimento e avverte il fondatore: se davvero vorrà portare avanti una battaglia legale sul simbolo «troverà un muro e perderà». Il senso di una lunga diretta Facebook, 42 minuti, si riassume in due punti: tenere unita la comunità pentastellata e avvertire Beppe Grillo dei rischi di uno scontro in tribunale.
All’indomani del voto sul nuovo statuto, Conte vede Grillo andar via come Jim Carrey nel “Truman Show”: «Casomai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte», scrive il comico sui social. A sentire Danilo Toninelli, però, ci sarà un seguito. Grillo, giura l’ex ministro, «sicuramente andrà avanti, impugnerà il simbolo, che è suo al 100%. Conte si dovrà obbligatoriamente fare il suo partito. Il M5S non ci sarà più tra qualche mese, Beppe farà l’azione legale che tutti si stanno aspettando». L’ex premier, che nei giorni scorsi si è detto forte delle sue «reminiscenze da avvocato», si professa pronto a una eventuale tenzone a suon di cavilli: «Chi rimesta nel torbido la pagherà caramente, l’onore di questa comunità lo difenderò con le unghie e con i denti. Chi si azzarderà a intralciare l’azione politica del Movimento troverà una barriera solida, anche legale. Pagherà anche il risarcimento dei danni».
Quello sul simbolo potrebbe non essere l’unico fronte. Dal cerchio di Grillo si moltiplicano gli attacchi diretti alla procedure di voto e alle modalità della Costituente, a partire dalla cancellazione degli iscritti della scorsa estate. Un’impugnazione parallela potrebbe interessare anche questi aspetti. Per Conte sono «falsità e calunnie, tutto è stato trasparente», ribatte. A sentir lui Grillo si è isolato spontaneamente: «Sarebbe stato bello avere negli ultimi anni un Grillo partecipe, coinvolto, purtroppo si è messo ai margini. Sarebbe stato bello averlo ai cancelli di Stellantis o durante le elezioni politiche ed europee, con la sua capacità comunicativa. Purtroppo, anziché averlo al nostro fianco, lo avevamo a scambiare telefonate con Draghi».
Conte parla alla comunità dei Cinquestelle dal social. «Andiamo avanti, con forza, con coraggio, mettiamoci tanta passione», è il messaggio che ripete a chi lo segue nella ristrutturazione del Movimento. Promette che «non scimmiotteremo mai gli altri partiti accogliendo signori delle tessere e dei pacchetti di voti», ma ammette che una sferzata sui territori è necessaria: «I nostri risultati» alle amministrative «sono deludenti, dobbiamo lavorare in maniera sana, secondo i nostri valori». Valori che Conte allarga a sinistra, citando lo storico segretario del Pci: «Contrasteremo la degenerazione partitica, quella di cui parlava Berlinguer, quella era la questione morale».
Alla consultazione ha partecipato il 64,9% degli iscritti e oltre l’80% dei votanti ha bocciato il garante. «Siamo una comunità che non ha tagliato le antiche radici, che anzi hanno dato buoni frutti», dice Conte. Per una scissione, osserva, non ci sono «ragioni politiche che possano motivarla. Oppure la si fa per realizzare un Movimento basato sull’autocrazia, respingendo la democrazia che trovate qui dentro i Cinquestelle?». Infine, passaggio importante sulla modifica al limite del secondo mandato: «La comunità ha scelto la revisione della regola del doppio mandato. C’è necessità di competere ad armi pari con gli altri partiti. Non introdurremo il carrierismo. Serve una soluzione ragionevole per valorizzare le esperienze e competenze acquisite, ma non per fare della politica un mestiere, una carriera infinita. Farò la mia proposta e a decidere saranno gli iscritti: il vostro voto conta». —
