
Il ceramista al cospetto di Mattarella
Albisola Superiore
Ogni artista, musicista, fotografo o scrittore ambirebbe, un giorno, a poter illustrare il proprio lavoro realizzato direttamente alla persona del Capo dello Stato. Il coronamento di una carriera. Il sogno che diventa realtà. Ebbene, questa mattina il ceramista albisolese Danilo Trogu deluciderà il presidente Sergio Mattarella sul suo ultimo lavoro, collocato in prossimità della passerella pedonale di Lungo Tanaro San Martino ad Alessandria, dedicato «alle volontarie e ai volontari, alle istituzioni pubbliche e private, a tutte le forze dell’ordine, a tutti coloro che hanno gestito l’emergenza e permesso la ricostruzione».
Il Capo dello Stato oggi è in visita alla città piemontese per le celebrazioni del 30° anniversario dell’alluvione che colpì soprattutto il capoluogo e la provincia alessandrina. Trogu, titolare della «Casa dell’Arte», situata nel centro storico di Albisola Capo, come sempre ha tenuto un basso profilo nonostante l’occasione di essere stato invitato a parlare direttamente con il presidente della Repubblica di un suo lavoro che sarà visibile a tutti, un incarico di impegno civile. La realizzazione del Maestro vede, su un lato del basamento del ponte sul fiume Tanaro, incisi i nomi delle 14 vittime alessandrine dell’inondazione. Nella parte superiore dell’opera di Trogu sono state collocate delle piccole case bianche «macchiate» da pennellate blu, simbolo dell’acqua.
Nella manifattura, che ha sede in via Colombo, l’artista realizza solitamente lavori nel tradizionale stile giallo-nero dell’Ottocento albisolese. Negli anni hanno collaborato con la «Casa dell’Arte» diversi autori di livello come Michela Savaia, Beppe Schiavetta, Ansgar Elde, Guglielmo Bozzano ed Ercole Bianchi. Nato a Savona nel 1956, dopo la maturità conseguita al liceo artistico Arturo Martini di Savona, istituto del quale successivamente ne diverrà docente, Trogu si laurea in Lettere e Filosofia all’Università di Genova, ma la sua passione artistica prevale e, dopo gli anni di apprendimento nelle fornaci ceramiche delle Albisole e la partecipazione al corso di restauro del vetro e della ceramica dalla Soprintendenza archeologica di Genova, tenuto a Villa Faraggiana nel 1979, nel 1981 apre la propria bottega tra i vicoli del Capo su sollecitazione del suo amico Antonio Sabatelli che lo avvicina alla tradizione della ceramica popolare ligure. M. PI. —
