«La Lega non è più quella di mia madre»


Luca Rebagliati / Albenga
«La Lega non è più quella di mia madre: via il nome di Rosy Guarnieri dalla sezione di Albenga». Le parole di Micaela Pizzo non suonano affatto come un invito o una richiesta ai vertici regionali e locali del partito, ma come un semplice quanto netto annuncio. La figlia della compianta “Zarina Verde” (primo sindaco donna e primo sindaco di origini siciliane di Albenga, giunta fino all’elezione ad un seggio parlamentare strappatole solo dalla prematura scomparsa) pare proprio non avere digerito la nomina di Paolo Ripamonti ad assessore regionale. Forse non tanto per la figura in sé, quanto perché “paracadutato” senza avere preso parte alla competizione elettorale che ha portato al successo di Marco Bucci e del centrodestra. Come molti all’interno del Carroccio, Micaela Pizzo si sarebbe aspettata magari una “promozione” del sindaco di Borghetto, Giancarlo Canepa , o dell’ex consigliere ed assessore regionale oltre che ex sindaco di Zuccarello, Stefano Mai . «Non voglio che questo modo di fare politica sia associato al nome di mia madre, perché non era il suo», si limita a dire, non senza un po’ di stupore per la “fuga” di una notizia che al momento doveva rimanere una comunicazione interna. 
Ancora per poco, in realtà, perché nella missiva inviata al segretario regionale Edoardo Rixi , al commissario provinciale Dario Ghezzi e di quello della sezione di Albenga Andrea Bronda è lei stessa a scrivere «con profondo rammarico e grande dolore vi comunico che il nome di mia madre non verrà più associato a quello di questa Lega, sempre più lontana da quello che lei ha rappresentato», annunciando che «entro la fine di novembre verrà rimosso il nome di Rosy Guarnieri dalla targa presso la sede in Albenga, vico a piazza San Francesco 38». 
Una lettera in cui ricorda di avere avuto sentimenti simili già nel 2021 («poi mi sono lasciata convincere che il futuro del partito sarebbe stato migliore»), e riferendosi alla madre afferma: «oggi l’avete presa a schiaffi per l’ultima volta». 
Il neoassessore regionale Ripamonti preferisce evitare di dare fiato alle polemiche, mentre il commissario ingauno Bronda è indispettito per la fuga di notizie. «Evidentemente qualcuno vuole seminare zizzania al nostro interno», afferma, salvo ammettere di capire la posizione di Pizzo «perché siamo abituati a non avere dei nominati, ma persone che ci mettono la faccia». Insomma, la nomina di Ripamonti sembra avere suscitato un vero e proprio uragano negli ambienti leghisti ingauni, considerate anche la considerazione in cui è tenuta ancora oggi la figura di Rosy Guarnieri e la recente defezione della ex segretaria ed ex consigliera comunale Cristina Porro . —