Assemblea M5S, la battaglia del quorum

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«È un momento entusiasmante, non perdere questa occasione. Vota e decidi». Giuseppe Conte, in versione “zio Sam”, lancia un appello via social agli iscritti del Movimento 5 stelle. Dalle 10 di oggi, e fino alle 15 di domenica, si votano i quesiti per ridisegnare il Movimento. Garante, mandati, alleanze, tutto, E la battaglia interna si giocherà sul quorum. Per le modifiche allo Statuto, infatti, compresa la probabile revisione del ruolo di Beppe Grillo, è necessario che partecipi alla votazione la metà più uno degli aventi diritto. 
Ieri dagli uffici di via di Campo Marzio hanno ufficializzato il numero aggiornato degli iscritti: 88. 943, circa la metà rispetto ai 170 mila censiti lo scorso marzo. Durante l’estate, in previsione dell’assemblea, si è proceduto a una verifica delle utenze realmente attive, con l’obiettivo di scremare la platea e, di conseguenza, abbassare il quorum. Ora è fissato a quota 44. 472 votanti: una soglia raggiungibile, ma non esattamente abituale per il Movimento degli ultimi anni. Per esempio, lo scorso aprile avevano votato in 23 mila (su 170 mila) per le autocandidature per le liste delle elezioni all’Europarlamento; a maggio in 17 mila sul programma per le Europee. 
Intanto, gli oppositori interni fanno una contro campagna di comunicazione per invitare gli iscritti a disertare le votazioni: «Per la modifica dello Statuto serve il quorum; quindi, è normale una valutazione sulla partecipazione o meno a questa votazione», sottolinea l’ex ministro (e componente del Collegio dei probiviri) Danilo Toninelli. Mentre i giovani grillini del gruppo “I figli delle stelle” si sono prenotati in massa alle Agorà online degli scorsi giorni per contestare l’organizzazione dell’assemblea e annunciare la loro scelta di non votare. 
In questi giorni il confronto è stato tutto via web. Dodici dibattiti sui temi cari ai Cinquestelle: transizione ecologica, riforma della scuola, politica di pace, lavoro dignitoso. Oltre ventiquattr’ore di confronto in streaming (27 per la precisione), quasi 600 interventi. “A day in the life” grillina. L’agorà numero 7 è una delle più ghiotte, che tocca nel vivo l’aspro confronto tra Conte e Grillo: “Revisione dello Statuto per discutere dei ruoli del presidente e del garante, il nome e il simbolo”. Webcam aperte e via: idee, malumori, lamentele, richieste, proposte, qualche veleno. C’è chi accusa Conte di «collocare» il Movimento troppo a sinistra: «Siamo nati né di destra né di sinistra», ricordano. «Guardate che il nostro avversario è Fratelli d’Italia, l’avete capito?», domanda un militante. L’ex deputato Marco Bella propone «di non votare», l’astensione come arma di lotta: «È l’unico modo lecito per mandare un messaggio chiaro ai vertici e fermare il declino del Movimento». 
Nuove grafiche e antiche suggestioni. Tra le idee c’è quella di mettere un bordo tricolore al simbolo del Movimento e magari «un’araba fenice, simbolo di rinascita». Un iscritto, Francesco Ruggieri guarda al passato: «Mi auguro che torni l’unico che può riportarci alla coerenza e all’entusiasmo di un tempo: Alessandro Di Battista. Conte e Taverna vadano a farsi il loro partito da un’altra parte». Ritorno al futuro. Ant. Bra. Nic. Car. —