Bollette per l’acqua salata da Andora pioggia di ricorsi

stefano franchi
andora
Raggiunte e superate le cento risposte da parte degli utenti andoresi di Rivieracqua contro la messa in mora da parte della società che ha in gestione l’ato idrico imperiese a cui è collegata la località balneare dell’estremo ponente savonese. In poco più di una settimana è cresciuto vertiginosamente il numero di cittadini, attività commerciali e turistico ricettive che hanno effettuato il procedimento volto a bloccare il pagamento delle bollette, chiesto dal gestore dell’acquedotto, per la fornitura idrica, che per oltre 18 mesi è stata salata. 
«Abbiamo code allo sportello del cittadino per presentare risposte contro la messa in mora da parte di Rivieracqua tramite le associazioni di consumatori ma anche una buona parte effettuate in proprio seguendo le indicazioni dei legali che stanno supportando gli utenti – sottolinea Sabrina Grassa del comitato Acqua Cara in Bolletta – Abbiamo ad oggi raggiunto e superato il centinaio di missive. E siamo solo all’inizio». 
Quali sono quindi le motivazioni alla base del ricorso contro la messa in mora da parte di Rivieracqua? «Gli utenti andoresi stanno effettuando missive contro il pagamento di bollette con importi non dovuti in cui viene richiesto il pagamento della fornitura idrica che per oltre 18 mesi è stata tutt’altro che potabile. Come si evince anche da ordinanze del comune di Andora ed Arpal. Nelle bollette è inoltre prevista la quota di depurazione quando a tutt’oggi Andora non è collegata ad alcun depuratore. Anche questa quota non è quindi dovuta e se in passato è stata pagata, la cifra deve essere restituita – spiega Sabrina Grassa – Stiamo inoltre effettuando procedimenti contro la tariffa unica, entrata in vigore senza l’autorizzazione dell’Arera. Gli utenti andoresi sono inoltre seguiti per le pratiche di richieste di danni nei confronti di Rivieracqua per i danni causati dall’acqua salata erogata dall’acquedotto ad impianti ed elettrodomestici». 
Anche nell’imperiese fioccano ricorsi contro il gestore dell’ato idrico. Rivieracqua non ha però aderito alla proposta di conciliazione avanzata da 30 cittadini imperiesi. «Rivieracqua non prevede la conciliazione diretta tra utente e gestore. Per un confronto sulle “bollette pazze” è necessario coinvolgere una terza parte ovvero Arera», ha spiegato Furio Truzzi, presidente di Assoutenti.