Flop Cinquestelle, è resa dei conti Berruti sulle sue liste: «Voti in più»


il caso
Liste civiche poco performanti. Mentre il Movimento Cinque Stelle, a Savona, implode. Nella coalizione di Andrea Orlando, il centrosinistra si interroga sugli errori.
LISTE CIVICHE
Insieme sono al di sotto del 6 per cento. La civica Orlando presidente ha raggiunto il 4,19 per cento grazie soprattutto al contributo di Massimo Niero (1.348 preferenze). Mentre Liguria a testa alta si è fermata all’1,62 con il solo risultato buono di Roberto Molinaro (761 preferenze). Nel mirino finisce l’ex sindaco Federico Berruti , che su incarico di Orlando si era occupato di organizzarle. «Non trovo sia un risultato sotto le aspettative. Anzi», commenta lo stesso Berruti. «Intanto si è trattato di voti in più – dice- Non preferenze portate via ai partiti, ma voti freschi, che si sono aggiunti in più. Si è trattato di un contributo importante». Secondo Berruti, poi, non è facile mettere insieme una squadra. «Ci sono sempre meno civici a volersi mettere in gioco. O si tratta di professionisti della politica o difficilmente c’è la volontà di buttarsi in un’impresa per nulla semplice. Credo, quindi, che il risultato sia stato buono. Soprattutto credo che ogni cittadino debba fare la propria parte in campagna elettorale. Impegnarsi nel nome del senso civico. Lavorare più sulle idee e meno sui volti, sui personalismi. Questo il messaggio che spero sia giunto».
frattura cinque stelle
Nel Movimento Cinque Stelle, intanto, volano gli stracci. L’aria era già tesa all’incontro con il leader Giuseppe Conte , in Sala Rossa, qualche giorno prima del voto. Ieri la resa dei conti. Il consigliere comunale di Palazzo Sisto Manuel Meles ha attaccato la coordinatrice e candidata in Regione, Stefania Scarone (512 preferenze), per la modalità di scelta dei candidati. E per l’alleanza con il Pd. Una posizione sostenuta da buona parte del gruppo savonese. «Prevedibile si finisse sotto il 4 per cento – dice Meles-. L’alleanza non ha mai funzionato. Tutti i nostri coordinatori dovrebbero dimettersi. Hanno sbagliato la scelta dei candidati e, soprattutto, hanno sbagliato la linea politica senza saper parlare agli elettori. Ripartiamo cercando la nostra identità, il nostro radicamento territoriale, riavviciniamoci alle persone. Sempre che l’intento di qualcun non sia invece di garantire posticini e poltrone. Alla brutta copia sbiadita del Pd, gli elettori preferivano il Movimento originale che, quantomeno, garantisca presenza, organizzazione e radicamento con il territorio». Nessun commento o replica da parte di Scarone di M5S. —
s.c.