Conte più Salvini per infiammare la vigilia elettorale Il tour nel savonese

Luisa Barberis
Il savonese si conferma l’ago della bilancia in vista delle elezioni regionali. Per gli ultimi colpi della campagna elettorale sono arrivati i leader del M5S, Giuseppe Conte , e della Lega, Matteo Salvini . Il ministro leghista ha battuto la provincia in diverse tappe, passando dalla Valbormida, nel Finalese e chiudendo a Savona, dove ha cercato il confronto con la piazza per sostenere la candidatura di Marco Bucci per il centrodestra. Conte, schierato a sostegno del candidato del centrosinistra Andrea Orlando , si è concentrato sul capoluogo con un affollato comizio in Sala Rossa nel Comune di Savona, durante il quale non ha risparmiato attacchi. Prima ha etichettato l’inchiesta per corruzione in Liguria come: «Malapolitica, sistema marcio». Poi ha parlato della posizione di Giovanni Toti: «Il patteggiamento? E’ un’ammissione di colpa».
Il primo ad arrivare era stato Salvini: alle 8,30 già girava per Cairo, in Valbormida, dove ha visitato l’impianto dei vagonetti delle Funivie. «Un miracolo dell’ingegneria per trasportare il carbone e le rinfuse dal porto di Savona alla Valle – ha commentato -. Dobbiamo farlo ripartire: il Ministero ha già individuato 30 milioni di euro. È meglio far ripartire le Funivie che veder viaggiare avanti e indietro 150-200 camion sulla strada». A Cairo il Comitato sanitario Valbormida ha colto l’occasione per riportare sotto ai riflettori la questione dell’ospedale, soprattutto la necessità di avere un presidio notturno per le emergenze. Oggi il punto di primo intervento del San Giuseppe è aperto solo per dodici ore, dalle 8 alle 20. Nel pomeriggio la stessa istanza, sui nodi della sanità dell’entroterra, è stata evidenziata a Giuseppe Conte a Savona.
Dal polo industriale valbormidese Salvini si è poi spostato sulle piazze dei mercati, prima a Cairo, poi a Finale, dove ha fatto volantinaggio. A Finale il sindaco Angelo Berlangeri ha chiesto un aiuto nel risolvere la messa in sicurezza del torrente Pora, tra le principali problematiche del progetto di trasformazione delle ex aree Piaggio . Dopo la tappa a Finale, Salvini ha incontrato i balneari a Loano. Infine, è sceso verso Savona per una staffetta involontaria con il rivale dell’opposizione, Giuseppe Conte.
L’ex premier è arrivato in serata in città ed è stato appunto accolto in Sala Rossa, dove non ha risparmiato stoccate. «Dicono che siamo giustizialisti, ma le regole vanno rispettate – ha chiarito -. Altrimenti c’è l’arbitrio, c’è il sopruso, c’è l’interesse privato che viene mascherato sotto l’interesse pubblico. È malapolitica, è un sistema marcio. Il patteggiamento è un’ammissione di colpa. Governare la complessità è difficile, il problema è l’atteggiamento. Non avrete mai da noi la cura dell’interesse personale. Sostenendo Orlando, portiamo avanti un cambio di un metodo, ancora prima degli obiettivi. La vera differenza è questa: una giunta regionale che una volta insediata continui ad ascoltare i cittadini. La trasparenza porta a far emergere l’interesse pubblico. Noi puntiamo a governare il cambiamento».
Inevitabile un passaggio sul rigassificatore, uno dei temi centrali della campagna elettorale, anche perché ad attendere Conte c’era una nutrita delegazione dei comitati che si oppongono allo spostamento a Savona del rigassificatore di Piombino. «Il Movimento vi ha affiancato subito nella vostra battaglia – ha chiarito -. Il rigassificatore non è quello di cui il territorio ha bisogno. Avete manifestato in tanti, una reazione molto rara al giorno d’oggi. Quando si perde la fiducia nella possibilità di cambiare le cose significa lasciare che le cose vanno avanti con inerzia».
