Ex Gavarry all’asta Offerta minima da oltre tre milioni

Massimo Picone
Albisola
L’ex stabilimento «Gavarry» di Albisola Superiore andrà all’asta il prossimo 29 ottobre. L’insediamento occupa un’area di 37mila e 897 metri quadri e il valore di stima è pari a 4 milioni e 400 mila euro. L’offerta minima parte da 3 milioni e 300 mila euro, con rialzo minimo di 30 mila euro. Delegato alla vendita è Vincenzo Franceri, giudice Davide Atzeni.
Il blocco del fabbricato, che si trova tra l’Aurelia di corso Ferrari e via Papa Giovanni XXIII, è costituito da tre corpi disposti a forma di U circondati da ampia corte. Uno di fronte la litoranea che ospitava anche il corpo uffici e laboratorio, composto da quattro piani fuori terra e due corpi laterali destinati a produzione e magazzino. All’estremità nord-est è presente una ciminiera con serbatoio pensile per riserva d’acqua. Il complesso edilizio fu edificato nel 1940 e destinato dal 1945 a saponificio con produzione di saponi da toeletta, da barba e bucato. Una volta demolito, la zona diventerà a residenza libera e convenzionata, con domanda di abitazione per gli anziani, turistico ricettiva, esercizi commerciali ai piani terra, laboratori artigianali legati alla ceramica, servizi pubblici, uffici e parcheggi. Nel caso di abbattimento e ricostruzione la sua collocazione dovrà essere tale da garantire una congrua distanza da corso Ferrari, in modo da poter garantire uno spazio verde urbano. La zona, oggi, è in completo abbandono privo di impianti e macchinari, fatiscente con tamponamenti e solai intermedi in parte sventrati per l’asportazione degli impianti. L’area circostante a confine con la zona residenziale della frazione del Capo, posto subito a monte dell’Aurelia, risulta anche questa in pessimo stato e recintato per impedirne l’accesso. L’attività del saponificio ad Albisola cessò nel 2012. —
