L’ospedale di Cairo riapre tutte le sue sale operatorie

Mauro camoirano
cairo
Sale operatorie dell’ospedale di Cairo, si inizia da dermatologia. Riprende oggi, dopo quasi 10 anni, l’attività, in day surgery per interventi di bassa complessità, delle sale operatorie nel nosocomio cairese, anzi, della sala, perché oggi a partire sarà una sola sala dedicata, per questa prima sessione, agli interventi di dermatologia (rimozione di nevi, cisti e altre lesioni cutanee).
Poi, come spiega il direttore del Dipartimento Tecnico Sanitario di Asl 2, Luca Garra, da giovedì 17 ottobre, e per tutti i giovedì, verrà attivata, sempre per un giorno la settimana, anche la seconda sala, per le specialità di Chirurgia Mano (per risolvere problemi alle articolazioni e tendini), e Plastica (per interventi di ricostruzione e correzione di difetti estetici). Quindi due sedute un giorno la settimana.
L’ultimo step sarà quindi a novembre, quando l’attività si allargherà a due giorni la settimana, sempre il giovedì, a cui si aggiungerà il mercoledì per interventi di chirurgia generale, a partire dalle ernie con l’obiettivo poi di un successivo ampliamento della tipologia di intervento, sempre nell’ambito della bassa complessità. Obiettivo, a regime, raggiungere i 100 interventi al mese.
Commenta Garra: «Siamo andati leggermente lunghi rispetto ai tempi inizialmente prefissati per la necessità di risolvere il problema della reperibilità degli anestesisti, ma ora siamo pronti a partire. E per questo ringrazio i direttori e il personale delle varie specialità, oltre al personale dell’ospedale cairese. L’obiettivo è fornire un ulteriore servizio, riducendo innanzitutto le liste di attesa, e per chirurgia generale inizieremo dalle ernie proprio perché in questo ambito le liste di attesa sono corpose. Di riflesso, allegerendo le sale del San Paolo da questa tipologia di interventi, si creeranno spazi di maggior utilizzo di quelle sale per interventi più complessi». Le sale operatorie cairesi erano state inaugurate 10 anni fa, costo 2,5 milioni, e poi, dopo un anno o poco più, praticamente sotto-utilizzate e poi inutilizzate. «Non è stata una grande spesa la riattivazione da un punto di vista tecnico, visto che erano tenute in piena efficienza, né degli strumenti, di cui aveva disponibilità, la spesa maggiore per riattivare il servizio ha riguardato soprattutto il personale che ha dimostrato grande disponibilità».
Dice il sindaco di Cairo e presidente del Distretto sociosanitario, Paolo Lambertini: «Ennesimo step di un progetto che porterà a rivalorizzare e ridare dignità all’ospedale di Cairo. Deve essere considerato un inizio destinato a tutta la struttura e ai servizi che, come ospedale di Comunità e Casa di Comunità, potrà erogare, ovviamente in sinergia inevitabile, con il San Paolo». —
