La sindaca di Assisi, ora candidata del centrosinistra alla regione Umbria

Wanda marra

“Lasciare Assisi? In effetti è impossibile”. Scherza Stefania Proietti, sindaca della città, e candidata civica alla Regione Umbria, sostenuta da un centrosinistra larghissimo (almeno fino a prova contraria), mentre si entusiasma a guardare il manoscritto del Cantico di Frate Sole durante la pre-inaugurazione della mostra a Palazzo Braschi di Roma Laudato Sie: natura e scienza. L’eredità culturale di frate Francesco, che apre oggi, decisamente a suo agio. E infatti racconta che con Papa Francesco “ci scriviamo”, con Zuppi “ci telefoniamo”. Ed è nel nome dei cattolici che “non sono né di destra, né di sinistra, sono liberi” e di un civismo che significa “andare verso la gente” che Proietti – dopo lunga riflessione – ha deciso di correre per cercare di strappare la Regione a Donatella Tesei.
Sindaco, lei il Natale scorso era a Betlemme, per manifestare vicinanza a quei territori. Il conflitto in Medio Oriente si allarga sempre di più. Perché la politica non riesce a incidere?
La politica manca prima di tutto a livello Onu, la diplomazia internazionale è bloccata dalla burocrazia, dai veti nel Consiglio di sicurezza.
Basta dire “Due popoli, due Stati”?
Toccava dirlo 10 anni fa, ora le cose sono andate avanti. Mancano le parole del dialogo, ma non è mai troppo tardi. Abbiamo appena fatto la Marcia per la Pace: non bisogna scoraggiarsi nell’abbattere il muro di indifferenza. Serve una voce forte e unita da far arrivare dalle popolazioni ai potenti del mondo. C’è troppa indifferenza: ai tempi della guerra in Vietnam, in Jugoslavia, in Kosovo, la gente si mobilitava. Lo dice l’articolo 11 della Costituzione, “l’Italia ripudia la guerra”.
È giusto continuare a mandare armi a Kiev?
Le armi bisognerebbe eliminarle dalla faccia della Terra e boicottare le banche armate. Non risolvono le guerre, servono all’economia di chi le vende. Siamo alla terza guerra mondiale a pezzi, come dice Andrea Riccardi.
Eppure il Pd – che è tra i partiti che la sostengono – ha appena votato al Parlamento europeo una risoluzione in cui si permette l’uso di armi fornite a Kiev in territorio russo.
A Strasburgo ora c’è un assisano come me, Marco Tarquinio, che ha la mia stessa posizione. Ce la faremo.
A proposito di posizioni diverse: Conte non vuole Renzi nella stessa coalizione. In Umbria ci sarà lo stesso problema della Liguria e dell’Emilia-Romagna?
Da noi non c’è questo problema. Con Renzi in questa tornata elettorale non ci siamo né parlati, né visti. Ma Italia viva ha condiviso la mia candidatura. Ci saranno delle liste dei partiti più importanti, ma ho chiesto alla mia compagine di dare forza a una vera e seria componente civica. Non ci sarà una lista di Iv.
E dei candidati di Iv?
Ci saranno dei candidati civici, poi non andrò a fare storie se uno ha una tessera di partito. L’importante è il profilo civico.
Da cattolica, che posizione ha sulla 194?
Bisogna dare alla donna un supporto efficace e permettere l’intervento degli assistenti sociali. Nel rispetto di quella legge. Poi, non sono io che devo giudicare.
E sul suicidio assistito?
La vita va difesa fino in fondo anche quando è immobile in un letto. Domandiamoci se certe istanze arrivano dal fatto che la società sta lasciando sole le persone e che la sanità pubblica sta venendo meno.
Sulle unioni omosessuali?
C’è una legge sulle unioni civili, va rispettata. Noto che dal 2016 c’è un numero molto limitato di unioni civili.
Perché si candida in Umbria?
Ho 5 punti prioritari. Persona al centro, che vuol dire prima di tutto sanità pubblica da riformulare e attenzione alla scuola; custodia del creato, che significa rispetto dell’ambiente, gestione corretta dei rifiuti, salute connessa alla qualità dell’aria; sviluppo economico innovativo con potenziamento della ricerca (con un focus sull’accoglienza, che mi piace più del concetto di turismo); infrastrutture e trasporti; la pace e la cooperazione anche come sviluppo economico da costruire gemellandosi.