«Concorsi falsati e angherie» I pm chiedono il processo

silvia campese
savona
Settanta casi di peculato e una dozzina di episodi tra maltrattamenti, violazioni del segreto d’ufficio e stravolgimento delle graduatorie dei concorsi.
Sono le accuse, a vario titolo, per cui i pubblici ministeri Maddalena Sala e Claudio Martini hanno chiesto il rinvio a giudizio per Giulia Colangelo, ex segretaria e direttrice generale della Provincia, Massimo Novaro, attuale dirigente di Palazzo Nervi, con Maurizio Garbarini, e Sara Brizzo, sindaco e assessore di Albisola Superiore.
A un anno dalla bufera che ha travolto la Provincia, dopo un lungo percorso di indagini e interrogatori, arriva ora la richiesta di rinvio a giudizio. Per Colangelo i filoni d’indagine sono due. Il primo riguarda l’accusa di peculato: sono 70 gli episodi che le vengono imputati. Nel secondo caso, i capi d’accusa sono 13: maltrattamenti, violazione del segreto d’ufficio, stravolgimento delle graduatorie concorsuali. Archiviata la posizioni di un’altra dipendente di Palazzo Nervi, Laura Pomidoro. È stata l’unica, nell’ambito delle misure difensive, ad avere chiesto ai pubblici ministeri di essere interrogata. La sua posizione è stata stralciata. Com’era avvenuto per le dipendenti di Palazzo Nervi e Jessica Rebagliati.
La Procura ha segnalato le richieste di rinvio a giudizio alla Corte dei Conti della Liguria e al Ministero dell’Interno. Tra le persone offese dai reati sono state individuate l’ente Provincia di Savona, le dipendenti maltrattate e le due concorrenti, che avevano partecipato a uno dei concorsi, poi penalizzate. Le due concorrenti, che si erano posizionate prima e seconda nella graduatoria, erano slittate per l’inserimento forzato di un’altra concorrente al primo posto.
Secondo quanto emerso dalle indagini della squadra mobile guidata da Vito Innamorato, Colangelo sarebbe la figura di riferimento, secondo l’accusa ancora da dimostrare nell’eventuale sede processuale, intorno a cui si snoda l’indagine. Per lei, oltre alle contestazioni legate alla gestione dei concorsi (dalle intercettazioni emergerebbe la dettatura dei temi e delle domande poi proposte in sede di concorso), pesa il filone dei presunti maltrattamenti ai dipendenti. L’ex numero uno di Palazzo Nervi, che ha di recente nominato l’avvocato Giulia Bongiorno per la propria difesa, si è sempre avvalsa della facoltà di non rispondere: sia davanti al gip Alessia Ceccardi sia davanti ai pubblici ministeri Sala e Martini. Molte delle persone agevolate avrebbero confermato di avere ricevuto le domande e i testi dei quesiti. Cruciale, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe il ruolo di Colangelo, coadiuvata da Novaro. Come riportato nella disposizione del provvedimento dal gip Ceccardi, venivano agevolati i concorrenti attraverso svariate forme di aiuto. Il tutto in una commistione molto stretta con la politica: «I giusti appoggi politici di cui l’indagata ha goduto, le hanno consentito, tradendo il proprio mandato istituzionale, di atteggiarsi rispetto al pubblico ufficio non come un pubblico ufficiale». Fondamentali sarebbero non solo le interc ettazioni telefoniche, ma quelle ambientali. —
