Il governo non risente dell’affaire Sangiuliano. I dem pagano anche il bluff dell’estate militante

Il fattore R fa perdere voti al Pd e li fa guadagnare ai 5Stelle. Parliamo di Matteo Renzi che, com’è noto, ha scelto di tornare a sinistra e ha passato l’estate a bussare alla porta del Campo largo. Il fatto che Elly Schlein non sia contraria (“niente veti” è la sua linea) non sta facendo bene al Pd e la foto dell’abbraccio sul campo di calcio tra Matteo ed Elly non porta consensi ai dem. Mentre il secco no al ritorno di Renzi premia i 5Stelle, che tornano a crescere dopo il dato deludente alle Europee. Secondo diversi sondaggisti, però, il partito di Conte aumenta anche per le battaglie che si sta intestando: il pacifismo e la posizione anti-belligerante sull’Ucraina e le questioni sociali.
L’ultima rilevazione è di Nando Pagnoncelli ieri sul Corriere della Sera. Col Pd al 21,6% contro il 24,1 delle Europee e i 5 Stelle al 13,9% contro il 10. Avs invece è in calo, dal 6,7 al 6%. Mentre la maggioranza tiene nonostante il caso Sangiuliano: Fdi al 27,5%, FI al 9%, Lega all’8,2. Giovedì scorso, invece, nel programma PiazzaPulita di Corrado Formigli è stato presentato l’ultimo sondaggio di Renato Mannheimer davanti a una sbigottita Schlein, immortalata in un’immagine che ieri Libero ha sparato in prima pagina: Pd al 23,1% (-1,6 dalla precedete rilevazione), M5S all’11,2% (+ 1,2), Fdi al 30,1% (+ 1,3). “Forse qualcuno dopo le Europee dava per morti i 5Stelle, grave errore: sono invece vivi e vegeti, grazie soprattutto ai temi su cui danno battaglia, dal no alla guerra alla difesa delle fasce più deboli, ma anche a un consenso personale di Giuseppe Conte che resiste nel tempo”, sostiene Renato Mannheimer. “Poi c’è la variabile Renzi, che porta via voti al Pd e ne fa guadagnare ai pentastellati, che non lo vogliono”, aggiunge il sondaggista. Il partito di Schlein, però, secondo Mannheimer “paga anche le sue divisioni interne in politica estera, dove invece i 5S sono uniti, e la difficoltà a mettere in campo proposte semplici e concrete”. Gli effetti del caso Sangiuliano, invece, non hanno sfiorato la maggioranza: “Gli italiani non decidono su queste cose, conteranno di più le conseguenze della manovra economica sulle loro tasche e come andranno le prossime regionali”.
Lunedì sera, poi, è andato in onda il sondaggio di Swg realizzato per il tg di Enrico Mentana su La7. Con stabili Pd e 5Stelle, al 22,5% i primi e all’11,5% i secondi, confermando dunque la crescita dei pentastellati e il calo dei dem rispetto alle Europee. Poi bene Avs, al 7,2%, mentre viene confermata l’ottima salute di FdI, al 30,2%, con FI all’8,5% e Lega all’8,3%. “Il Pd sconta la gestione del possibile ritorno di Renzi, che il suo elettorato non vuole, e la mancata estate militante della Schlein. Intendiamoci: le vacanze sono sacrosante anche per i politici, ma se annunci un’estate militante e poi scompari, mandi un messaggio ambiguo”, afferma Maurizio Pessato di Swg. “Non mi sorprende, invece, la risalita dei 5S, anche a scapito del Pd. Per loro, però, conterà molto come finirà la sfida tra Conte e Grillo e come si posizioneranno alle Regionali. L’unità della coalizione anche in questo caso pagherà, com’è accaduto in Sardegna”, sottolinea Pessato.
E proprio sulla Sardegna un dato interessante arriva da Ixè di Roberto Weber, con i 5 Stelle al 19%, addirittura 3 punti in più rispetto al risultato europeo nell’isola. L’ultima rilevazione Ixè è dell’11 settembre: FdI 28%, Pd 23%, M5S 12%, FI 9,9%, Lega 9%, Avs 8%. “Anche se la maggioranza sembra in buona salute, il consenso di fiducia del governo è passato da un iniziale 45% a un 33% di oggi. Se dovesse scendere sotto il 30%, sarebbero guai grossi per Meloni”, osserva Weber. Un altro dato è la tenuta di Pd e 5S. “Questi ultimi ormai sono diventati una forza radicata nella società italiana, mentre Schlein finora ne ha azzeccate molte, magari non tutte in maniera consapevole”, sottolinea il sondaggista. E Renzi? “È allo stesso tempo un problema e una risorsa – risponde Weber – ma senza l’appoggio di Italia Viva sarà difficile per Andrea Orlando vincere in Liguria, dove il centro è molto radicato”.