“Venti interventi a seduta per ridurre le liste d’attesa”

LUISA BARBERIS
Venti interventi a seduta, ogni martedì, per abbattere le liste d’attesa di chirurgia generale, della mano, plastica e dermatologia. Le due sale operatorie dell’ospedale di Cairo riaprono in modo graduale, ma con l’obiettivo di arrivare a due giorni di attività ogni settimana e centinaia di pazienti che, dopo anni di attesa potranno avere una risposta.
«La ripartenza della chirurgia a Cairo è un’attività che abbiamo deciso di intraprendere tra febbraio e marzo – interviene il direttore generale dell’Asl Michele Orlando -. Le sale di Cairo sono oggettivamente molto belle, non erano funzionanti da anni, le riattiviamo convinti che daranno un grande supporto». La data che segna lo spartiacque sarà il prossimo 8 ottobre. Ma il riavvio del Day Surgery al San Giuseppe non è che uno dei tasselli della crescita annunciata ieri: l’altro riguarda la messa in funzione della nuova Tac entro fine anno. In entrambi i casi la svolta è possibile grazie a un ritrovato numero di anestesisti. L’Asl ha siglato una convenzione con Genova, che sta portando specialisti a Savona e dà ossigeno alle sale operatorie, dove sono aumentati gli interventi programmati. In parallelo gli anestesisti del San Paolo si sono resi disponibili a lavorare a Cairo, insieme a numerosi chirurghi.
«La partenza sarà graduale – precisa Luca Garra, a capo del dipartimento tecnico -, ma le sale lavoreranno entrambe a ritmo serrato. Ipotizzando che in una sala vengano svolti 5-6 interventi di ernia a seduta, nell’altra potremo programmare e 15 operazioni dermatologiche, una ogni mezz’ora. Sarà un crescendo». Obiettivo dichiarato: abbattere le attese. «Abbiamo pazienti in lista dal 2018. Per noi questo progetto è estremamente importante», chiarisce il chirurgo Antonio Langone. Inizialmente l’Asl si rivolgerà a persone, la cui condizione generale consenta di affrontare l’operazione e la sera tornare a casa. «Ma abbiamo previsto letti di appoggio al San Paolo e un percorso per accompagnare i pazienti nel post intervento», ha detto l’anestesista Claudio Spena. Non è tutto. Il ritorno delle sale si inserisce in un percorso di crescita di tutto l’ospedale. Cairo avrà un ospedale di comunità e una casa comunità.
