Vanessa ricciardi

L’ex segretario del Pd Pier Luigi Bersani vede problemi per la segretaria del Pd Elly Schlein e per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ieri, intervenendo in collegamento alla festa del Fatto, l’ex segretario del Pd ha messo in guardia Schlein sul renzismo, e ha previsto nuove elezioni se la premier non riuscirà a gestire gli sviluppi della legge Calderoli sull’Autonomia. Lo spunto è stato il dibattito su premierato e autonomia con l’economista Gianfranco Viesti e il costituzionalista Massimo Villone, intervistati da Veronica Gentili e Giacomo Salvini.
Matteo Renzi è ancora un problema per l’alleanza di centrosinistra, ma la questione è cambiata. Alla domanda se direbbe a Schlein di riprenderlo tra gli alleati, Bersani ha replicato: “Le chiederei: ‘Sei sicura che il Pd sia vaccinato dal renzismo? Se sei sicura di questo, fa’ come ti viene. Ma sei sicura?”. Con Renzi, ha proseguito, “c’era un disegno politico che circolava, anche con una circolazione extracorporea. Era, detta brutalmente, fare del Pd la Forza Italia dei tempi moderni, tagliando le radici di tutte le sinistre storiche, laiche o cattoliche che ci fossero. Siamo sicuri che siamo vaccinati?”. Anche se un vaccinato “rischia ancora il Covid”. Mentre il centrosinistra lavora al campo largo (“ma la politica non si misura a ettari, o si finisce sui centimetri quadrati”, by Bersani), si prospettano evoluzioni per il governo. Viesti e Villone sono d’accordo: il rischio post-riforme è un primo ministro assoluto e onnipotente che non ha più niente in mano. Intanto la “madre di tutte le riforme” è in discussione alla Camera, e la Corte costituzionale dovrà decidere sul referendum e sui ricorsi delle regioni sull’Autonomia. L’assenza dei livelli essenziali delle prestazioni (Lep), problema sollevato dal vicepremier Antonio Tajani (FI), e dalla stessa Meloni, secondo Viesti non è il vero punto: “L’autonomia è una storia di potere, ne trasferisce troppo alle Regioni, a prescindere dai meccanismi finanziari. La questione Lep è molto fumo”. Secondo Bersani, con lo scontro sull’attuazione traballa uno “dei tre piedi dello sgabello” di governo: “Se Meloni capisce di poterla spuntare, tira avanti sul premierato; altrimenti ci manda a votare. Così alla fine se perde, non c’è il premierato, e non è colpa sua”.
Villone ha un’impressione simile, qualora i nodi dell’Autonomia passassero dalla Corte costituzionale al tavolo di Meloni “la premier può preferire tornare al voto, così può dire ‘io sarò quella che farà la storia’, dopo il prossimo voto”.