Solo 30 infermieri rispondono al bando indetto dall’Asl 2

Sono trenta gli infermieri che hanno risposto all’avviso pubblico indetto dall’Asl per assumere nuovo personale. Il problema è che per colmare le carenze in corsia e sul territorio servirebbe almeno un centinaio di nuovi professionisti. La crisi del settore emerge ancora una volta nei risultati dell’ultimo concorso indetto da Asl. La procedura era uscita a ridosso di Ferragosto e, pur essendo a tempo determinato (quindi meno appetibile rispetto ad altri concorsi a tempo indeterminato, ma con questi clismi proprio per velocizzare le assunzioni), era molto attesa dopo che Cgil, Cisl e Uil già a fine aprile avevano stimato una carenza di un centinaio di infermieri e 50 oss, oltre alla necessità di assumere in vista della piena operatività dei nuovi servizi come le Centrali operative territoriali e le Case di comunità. 
L’auspicio era poter attingere a un cospicuo polmone di ossigeno, dopo che in delibera Asl ha scritto che: «Già il concorso di Alisa per 436 posti a ponente, di cui 240 nell’Asl savonese aveva portato solo una parziale risposta ai fabbisogni aziendali, nonostante lo scorrimento di tutto l’elenco, dove risultano ancora 35 candidati idonei, ma di cui solo una parte si renderà disponibile». Da qui la necessità di avviare un avviso a tempo determinato, il cui termine è scaduto lo scorso 29 agosto.
Ora in Asl si lavora per vagliare i curricula, in modo da stilare una graduatoria degli idonei e procedere con la selezione. Il rischio è veder ancora erodere il numero dei professionisti in corsa per l’assunzione, quindi non riuscire a rinforzare gli organici nelle specialità più in sofferenza: tutti i reparti di Medicina, ma anche nei settori dell’emergenza (pronto soccorso, sale operatorie, servizi interventistici ed alcune aree degenziali), oltre che i servizi per i quali devono essere garantite anche le pronte disponibilità.