Liguria, Schlein snobba Renzi “Bene la coalizione , partiamo con la campagna elettorale” Così su La Stampa

niccolò carratelli
roma
Ora che l’accordo di centrosinistra in Liguria è stato chiuso e che Andrea Orlando aspetta solo l’investitura ufficiale da parte dei partiti a livello nazionale, nel Pd si tende a ridimensionare la questione Italia Viva. Non è dell’ingresso in squadra dei renziani che bisogna parlare, ma «del programma per risollevare la regione», spiegano fonti dem. Questo l’approccio di Elly Schlein, che ribadisce la soddisfazione per «l’ampia convergenza» ottenuta sul nome dell’ex ministro, e auspica che «al più presto partiremo con la campagna elettorale». Sottinteso, anche senza Matteo Renzi. La disponibilità dichiarata dal leader di Iv, nell’intervista a La Stampa, a ritirare i suoi rappresentanti dalla giunta e dalla maggioranza di centrodestra al Comune di Genova, come gli hanno chiesto tutti, da Schlein in giù, ha messo in allarme i tanti che vedono come fumo negli occhi una sua partecipazione all’alleanza.
Anche se fosse in incognito. Cioè senza simbolo e con eventuali candidati inseriti in una lista civica a supporto di Orlando. Per i 5 stelle e l’ala sinistra della coalizione nemmeno questa può essere una soluzione. «No a Italia Viva. No a fare entrare candidati camuffati in altre liste – attacca Ferruccio Sansa, che quattro anni fa ha corso per la presidenza della Liguria –. I cittadini non vogliono ammucchiate elettorali, abbiamo il dovere di ascoltarli».
Un veto, come quelli che la segretaria Pd non vuole subire. Esattamente come quello che ha messo sul tavolo Giuseppe Conte, secondo il quale «resuscitare Renzi sarebbe un suicidio». Non in Liguria, in generale. In ambienti M5s pare abbiano riscosso grande successo le parole di Massimo D’Alema dalla festa dell’Unità di Pesaro: l’ex premier ha avvertito che, nella futura coalizione, «ognuno peserà per i voti che porta, è un errore sopravvalutare l’apporto di questo o di quello. Prima di arrivare a fare l’alleanza – ha ricordato – ci saranno molti test, elezioni regionali e amministrative, bisognerà dare prova di coerenza». Tradotto, non è detto che imbarcare Renzi faccia guadagnare voti, «anzi potrebbe far scappare i nostri elettori», ribadisce un parlamentare 5 stelle. Tra l’altro, il richiamo dalemiano alla coerenza fa il paio con quello arrivato da Romano Prodi, che ha evangelicamente invitato Renzi a «riconoscere i propri peccati e pentirsi».
Insomma, tutti sembrano consigliare prudenza a Schlein, che comunque non ha fretta. «Costruiremo l’alternativa passo passo, sui temi, sui valori», assicura, convinta che sarà il confronto nel merito a stabilire chi ci sta e chi no. Anche perché, spiegano le stesse fonti dem, «la politica non è matematica e i voti non si sommano. In Liguria, ad esempio, Renzi «potrebbe portare potenzialmente un vantaggio elettorale – è il ragionamento – a patto che non scompagini quello che abbiamo già costruito». Riuscire a comporre l’alleanza più larga, come avvenuto in Emilia-Romagna e in Umbria, resta un obiettivo, ma non sarà perseguito a tutti i costi.
A proposito di confronto nel merito, al Nazareno c’è un po’ più di ottimismo sulla partecipazione di Carlo Calenda. Il leader di Azione mantiene una certa freddezza, almeno apparente, e si è riservato di mettere il timbro sulla scelta dei suoi dirigenti liguri, già schierati a supporto di Orlando. Vuole prima garanzie sul programma, in particolare sulle opere pubbliche da realizzare: «Siamo consapevoli che M5s e sinistra sono sempre stati contrari ad alcune di queste infrastrutture», spiegano da Azione. Dubbi ai quali prova subito a rispondere lo stesso Orlando, che sottolinea come siano «tutte opere volute o finanziate dal centrosinistra e, da ultimo, dal governo Conte 2. Non credo quindi che sarà complicato per la coalizione trovare una quadra per rimetterle in moto». Avere in coalizione Azione viene ritenuto strategico in casa dem, visto il buon radicamento sul territorio di alcuni suoi esponenti e la necessità di garantire comunque una copertura elettorale al centro, a prescindere da come finirà con Italia Viva. In ogni caso, Orlando si presenterà domani sera a Reggio Emilia, sul palco della festa nazionale dell’Unità, per la prima volta nelle vesti di candidato presidente della Liguria.
