Invasione dell’eolico la Provincia coinvolge il governo e la Regione

MAURO CAMOIRANO
CAIRO M.
Invasione di parchi eolici nel Savonese, la Provincia invita a distinguere l’aspetto tecnico da quello politico. Evidenti, da Palazzo Nervi, anche le perplessità per l’atteggiamento del Comune di Cairo. Un dubbio che non deriva certo dai numeri in sé, innegabili: secondo quanto sottolineato dal Coordinamento a Tutela di Monte Cerchio, su 16 progetti in Liguria presentati alla valutazione di impatto ambientale ben 14 riguardano il Savonese. Andando più nel dettaglio. Otto sono a Cairo, Altare ne ha 4.
Comprensibile, quindi, che il Comune di Cairo, con una richiesta formale a firma del vice sindaco Roberto Speranza, chieda alla Provincia di fermare l’invasione, e di istituire un tavolo tecnico per dare ai Comuni voce in capitolo.
Risponde il presidente della Provincia, Pierangelo Olivieri: «Prima di tutto permettetemi di non capire l’atteggiamento bifronte del Comune di Cairo, che da un lato ha nel sindaco Lambertini anche il consigliere provinciale proprio con delega all’Ambiente, almeno ancora quasi per un mese; e dall’altro un vice sindaco che scrive alla Provincia per chiedere una presa di posizione: ma i due si parlano?
Poi bisogna distinguere tra l’aspetto tecnico e quello politico: tecnicamente gli uffici non possono respingere “per principio” l’iter di una pratica presentata: si rischia di andare incontro ad inampimenti amministrativi. Senza dimenticare che le pratiche VIA non sono di competenza provinciale, ma regionale e, nel caso di questi impianti, il più delle volte nazionale. Altro – prosegue Olivieri – è l’aspetto politico, per il quale, partendo da un’effettiva concentrazione abnorme di tali progetti sul nostro territorio, rimarcare agli Enti superiori, regionali a nazionali, la situazione. Che non riguarda solo il numero dei progetti, ma il potenziamento di quelli già esistenti, e come le pale, oltre a moltiplicarsi, rispetto ai primi parchi si siano enormemente sviluppate in altezza ed ampiezza, incidendo ancora di più sull’aspetto paesaggistico. Ma anche qui – conclude – senza populismo ma con la consapevolezza di una normativa nazionale che, con incentivi e snellimento delle procedure per le autorizzazioni, punta sulle energie rinnovabili; così come è nota la fame di energia delle nostre aziende. L’obiettivo, quindi, è trovare il giusto equilibrio tra istanze del territorio, richieste delle aziende e ottica del governo che sul Savonese stanno, probabilmente, perdendo il polso della situazione». —
