Cairo, sale operatorie riaperte erano ferme dall’epoca Covid

luisa barberis
savona
È iniziato il conto alla rovescia per la riapertura delle sale operatorie dell’ospedale di Cairo. Il prossimo 10 settembre i vertici dell’Asl effettueranno un sopralluogo tecnico al San Giuseppe e a quel punto i chirurghi potranno tornare ad operare entro la fine del mese. Così, a dieci anni dall’inaugurazione delle sale operatorie (era il 10 febbraio 2014), il nosocomio di Cairo si prepara a giocare di nuovo un ruolo di primo piano per le cosiddette operazioni di “Day Surgery -chirurgia di un giorno” e ad accogliere interventi a bassa complessità o che comunque non richiedono il ricovero del paziente. L’elenco delle specialità è in fase definizione proprio in questi giorni in Asl, dove si lavora per programmare i turni. Di sicuro l’attività comprenderà gli interventi di Chirurgia della Mano, anche in un’ottica di abbattimento delle liste d’attesa. Il cronoprogramma dell’Asl cambia la prospettiva futura per il San Giuseppe, da anni al centro delle polemiche, proprio per via dello scarso utilizzo delle due sale operatorie costate ben 2,5 milioni di euro. Dopo un inizio incoraggiante (nel 2017 le prestazioni erano state 2.409, di cui 1.904 ambulatoriali) l’attività era drasticamente calata, tanto che nel 2019 era stata ridotta ad appena due mattine di operazioni fino allo stop in epoca Covid. A pesare, oltre alla crisi economica, è sempre stata la carenza di anestesisti. Fattore che ora Asl riesce a superare avvalendosi anche di due convenzioni, la prima con il San Martino e la seconda con l’Asl 3 per l’ospedale Villa Scassi, che si sono impegnati a inviare anestesisti nel Savonese in caso di necessità.
Per rinforzare gli organici Asl ha avviato anche procedure per assumere nuovi anestesisti e rianimatori, visto che la riapertura delle sale operatorie andrà ad anticipare di qualche settimana l’entrata in funzione della nuova Tac del San Giuseppe (in arrivo proprio in autunno), che richiede la presenza dell’anestesista per effettuare gli esami con mezzo di contrasto. Ora si attendono solo gli adempimenti formali, visto che nei mesi scorsi le due sale operatorie sono state sistemate e certificate, in modo da essere pronte a riaprire. «A testimonianza della volontà di ripristinare e potenziare le attività chirurgiche, sono stati avviati e portati a termine una serie di lavori di riadeguamento del presidio – ha già chiarito Asl -. Questi interventi hanno riguardato anche le caratteristiche strutturali e organizzative necessarie per le sedute chirurgiche. Infatti nel corpo centrale dell’ospedale, oltre che per realizzare la casa di comunità, le ditte stanno lavorando soprattutto per un rifacimento delle due degenze, dell’area dedicata all’ospedale di comunità e alla riabilitazione extraospedaliera residenziale. Verranno climatizzate e rinnovate e avranno entrambe 20 posti letto». —
