La situazione delle candidature per la presidenza della Regione Liguria si è complicata ulteriormente dopo la recente intervista del senatore del Movimento 5 Stelle (M5S) Luca Pirondini. Pirondini ha ufficialmente confermato la sua candidatura alla presidenza, affermando che questa decisione non è un atto di ostilità verso il Partito Democratico (PD) o Andrea Orlando, l’ex ministro che fino a pochi giorni fa era considerato il candidato condiviso del campo largo in Liguria. Pirondini ha sottolineato che la sua candidatura rappresenta un’assunzione di responsabilità da parte del M5S nei confronti del territorio ligure, ribadendo l’importanza di mantenere i principi originari del Movimento e di fungere da collante tra le forze politiche alla sinistra del PD.

Questo sviluppo arriva in un momento delicato per la coalizione di centrosinistra, che si trova bloccata nella scelta del candidato a due mesi dalle elezioni regionali. Orlando ha lanciato un ultimatum alla coalizione, chiedendo una decisione entro la settimana, preoccupato che il ritardo possa compromettere il vantaggio sul centrodestra.

Pirondini ha minimizzato le preoccupazioni riguardo al ritardo, sottolineando che i tavoli di discussione sulla Liguria sono iniziati solo di recente e che la priorità è chiarire le cose prima di ufficializzare il candidato. Ha anche espresso una chiara opposizione all’eventuale ingresso di Italia Viva (IV) nella coalizione, a causa della partecipazione del partito alla giunta di centrodestra a Genova, mentre ha mostrato apertura nei confronti di Azione.

La situazione resta incerta, con il rischio che la mancanza di un accordo possa indebolire il campo largo proprio mentre si avvicinano le elezioni. Tuttavia, Pirondini si è detto fiducioso che ci sia ancora la possibilità di conquistare la Liguria, offrendo un’alternativa al centrodestra e criticando duramente l’amministrazione attuale guidata da Giovanni Toti.