
Sulla piattaforma iscritti divisi sulle regole. Rilancio Nadasi, il commercialista vicino a Grillo: “Il logo è di Beppe”
Le proposte della base a 5Stelle stanno già piovendo in quantità sulla piattaforma, più di mille nelle prime 24 ore. E a riempirsi di suggerimenti è stata innanzitutto la casella sui due mandati, regola che sarà il centro dell’assemblea costituente. Una valanga di posizioni, che a un primo sguardo raccontano di una platea spaccata sull’ultimo totem del Movimento, quello che per Beppe Grillo è “un pilastro imprescindibile”,.
Di certo c’è curiosità attorno all’assemblea costituente dei 5Stelle, percorso diviso in tre fasi, che culminerà nell’assemblea vera e propria a Roma, il 19 e il 20 ottobre. La prima è caratterizzata proprio dal flusso di proposte su una piattaforma, raggiungibile dal portale del Movimento. La possibilità di contribuire è aperta fino al 6 settembre “agli iscritti come a sostenitori ed elettori del M5S”, recita il regolamento. E spulciando nelle varie caselle della piattaforma, suddivise per temi, ci sono già dati che colpiscono. Partendo sempre dal già citato nodo dei due mandati, dove le posizioni oscillano dall’avvertimento della vecchia guardia (“confermatela o lascio il Movimento”) fino a varie proposte che chiedono di sottoporre l’eventuale, terza candidatura al vaglio degli iscritti. L’altra casella che colpisce è quella denominata “Dalla base!”, con un discreto fuoco di fila contro un’intesa stabile con il Pd, e in generale contro le alleanze. C’è chi propone di sottoporle al voto degli iscritti, e chi invece vorrebbe allearsi solo con liste civiche. Sfoghi da vecchia guardia? Possibile. La certezza è che la Costituente non è affare semplice da descrivere, anche a leggere il regolamento. Con un passaggio molto discusso già nel Consiglio nazionale, quello sui 300 sorteggiati tra gli iscritti, a cui verrà chiesto di “identificare soluzioni il più possibile condivise”. Ossia, di mettere ordine nelle proposte. Dovrebbero riuscirci lavorando in tavoli da dieci persone, cui verranno affiancate altre due sessioni di lavoro: una riservata a 30 under 18 iscritti ai 5Stelle e un altro con 30 sostenitori non iscritti. Ma il punto rimangono i 300 sorteggiati, che dovranno redigere un documento di indirizzo con le loro proposte, da discutere nell’assemblea del 19 e 20 ottobre. “Perché affidarsi a un’estrazione, quando potevamo dare voce a delegati regionali o comunque dei gruppi territoriali?” è l’obiezione che sale da diversi eletti come dai territori, dove da tempo reclamano più spazio e voce. Malessere notato, dai vertici.
Non a caso nel regolamento c’è un paragrafo in cui si elencano i presunti vantaggi del sorteggio, primo tra tutti il “ridurre i favoritismi nei processi di selezione, rendendo difficile che vengano manipolati”. In sintesi, estrarre a sorte dovrebbe evitare cordate. Ma rimangono altre variabili da chiarire. Per esempio quanto incideranno i parlamentari sul risultato finale, cioè sulle proposte da votare. Per ora è previsto che in assemblea eletti esperti sui vari temi lavorino con gli iscritti per limare i suggerimenti in apposite tavole rotonde, trasmesse in streaming. Le proposte – “aggregate per grandi famiglie di temi” – verranno poi sottoposte al voto online degli iscritti da almeno sei mesi ai 5 Stelle. Ma come si arriverà al prodotto finale non è ancora chiarissimo. Non un dettaglio, mentre in serata il commercialista genovese Enrico Maria Nadasi, amico di Grillo e segretario della vecchia associazione Movimento 5 Stelle, riapre le ostilità: “Il simbolo del M5S è di Beppe, quel contrassegno ha avuto un’evoluzione con l’aggiunta della dicitura 2050, ma il Dna è suo”.
