Roberto Traversi

È notizia nota che Toti sia stato iscritto sul registro degli indagati per una nuova ipotesi di reato di corruzione; è notizia nota che agenzie di stampa, quotidiani e telegiornali abbiano riportato la notizia; è notizia meno nota, forse, che la lista Toti si sia scagliata contro due cronisti di giudiziaria del Secolo XIX, dopo averli accusati di “ridare” sempre la stessa notizia.

Giusto in un post di qualche settimana fa riportavo le notizie e le “classifiche” internazionali che denunciavano la situazione dell’Italia in tema di libertà di stampa: ebbene, ci ritroviamo ancora una volta di fronte a politici che pretendono di avere ai loro piedi solo una stampa ed una televisione amica; ci ritroviamo di fronte a politici che lanciano accuse intimidatorie nei confronti dei quotidiani che parlano di attualità e di cronaca giudiziaria; ci ritroviamo di fronte all’arroganza e all’ingerenza che immancabilmente questa destra mostra nel voler dettare la linea editoriale di giornali e televisioni.

La stessa destra che, di fronte agli interrogatori in tribunale, si avvale della facoltà di non rispondere, e poi, nei salotti di “casa propria” fa monologhi senza contraddittorio.

Piena solidarietà alla redazione e pieno sostegno alla libera informazione da parte mia: nei commenti, per chi volesse leggere, il testo del comunicato sindacale del Comitato di redazione del Secolo XIX.

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(ANSA) – GENOVA, 09 AGO – “Il Comitato di redazione del Secolo XIX esprime stupore per l’ennesimo attacco al lavoro dei giornalisti del nostro quotidiano da parte della Lista Toti”. Si legge in una nota del cdr del Secolo XIX. “Questa volta la lista arancione, che porta il nome del giornalista e ormai ex presidente della REGIONE LIGURIA, prende di mira due colleghi di giudiziaria del Decimonono che da settimane stanno seguendo l’inchiesta per sospetta corruzione che ha portato all’arresto di GIOVANNI TOTI lo scorso 7 maggio. Spiace ricordare per l’ennesima volta alla Lista Toti – la cui coordinatrice è la giornalista e deputata Ilaria Cavo – che non sono i partiti politici, di qualsiasi colore, a dire quali notizie e in che modo debbano essere pubblicate. Evidentemente Toti e Cavo, che da anni non svolgono più attività giornalistica pur essendo ancora iscritti all’Ordine, si sono dimenticati non solo di quelli che sono i principi del Codice deontologico del loro ordine professionale ma anche di come si fa cronaca e informazione, ritenendo invece corretto che vengano pubblicate solo notizie che a loro fanno piacere: sarà forse per questo che non si contano le volte in cui hanno chiamato in redazione al Secolo XIX per chiedere un’intervista oppure la pubblicazione di un loro comunicato sul giornale. I giornalisti del Decimonono, che di certo non si faranno intimidire da questi attacchi destituiti di ogni fondamento e gravemente diffamanti, precisano che tutti i contenuti degli articoli contestati sono confermati con chiarezza da numerosi documenti investigativi e continueranno a svolgere il proprio lavoro a favore della corretta informazione, come voce libera e indipendente di un territorio e di una popolazione che da sempre consideriamo a tutti gli effetti il nostro naturale editore”, chiude il Cdr.
L’Associazione Ligure dei Giornalisti ha espresso “pieno sostegno ai giornalisti del Secolo XIX” e condivide il comunicato sindacale del Comitato di redazione del quotidiano di piazza Piccapietra. (ANSA).