Sanità, premiati i direttori A tre manager 31 mila euro

il retroscena
Guido Filippi
Tutti promossi (con il massimo dei voti) e premiati per gli obiettivi raggiunti. Nel 2023 la sanità ligure ha chiuso con un buco di 143 milioni di euro (poi ripianato dalla Regione per evitare l’aumento dell’addizionale Irpef regionale), le liste d’attesa per visite ed esami sono sempre un buco nero, i liguri vanno sempre di più in Piemonte, Lombardia, Toscana ed Emilia per farsi curare, le campagne di prevenzione segnano il passo, ma la giunta regionale ha premiato i manager degli ospedali e delle Asl liguri. Lo prevede il contratto, ma hanno sorpreso i voti, tra il 10 e il 9,5, e di conseguenza le cifre erogate.
Tre direttori generali hanno raggiunto gli obiettivi al 100% e altri quattro al 98%, più o meno gli stessi risultati del 2022, quando però la valutazione della giunta guidata da Giovanni Toti era arrivata a metà settembre, mentre quest’anno è stato deciso di far passare la delibera nell’ultima riunione di giunta che, tra l’altro, ha coinciso con le dimissioni del presidente che era ancora agli arresti domiciliari. Sembra peraltro che qualcuno di rilievo all’interno della maggioranza di centrodestra avesse addirittura insistito per rinviare all’autunno la pratica sui premi.
Il 20% della retribuzione lorda annua è stato assegnato a chi ha raggiunto tutti i risultati; gli stipendi dei direttori liguri sono suddivisi in due fasce, collegate alla complessità degli enti di competenza: 154.900 euro lordi per i manager che guidano l’ospedale San Martino, la Asl 3 genovese e Alisa, mentre per chi dirige la Asl 1 imperiese, la Asl 4 chiavarese e la Asl 5 spezzina è previsto un compenso annuo lordo di 149.800 euro. C’è inoltre una curiosità, che ha scatenato polemiche anche negli anni scorsi: a valutare i direttori è stata Alisa, il cui vertice ha poi raggiunto il 100% dei risultati.
Ma quali sono gli obiettivi che poi giustificano l’erogazione della quota premiale dello stipendio? Il rispetto dei tempi medi di pagamento dei fornitori e delle aziende esterne, l’appropriatezza dell’assistenza ai pazienti, le campagne di prevenzione, l’attività sociosanitaria sul territorio e, non ultimo, la riduzione delle liste d’attesa. Questo traguardo non è stato raggiunto: per una risonanza magnetica (non urgente) l’attesa media supera i sei mesi e spesso le agende per le Tac sono chiuse ed è impossibile prenotare l’esame. Deve aspettare in media un anno chi deve essere operato di cataratta e ancora di più per chi ha bisogno di una protesi d’anca o di ginocchio. In generale, rispetto a due anni fa, la situazione è migliorata, grazie anche al diffuso coinvolgimento delle strutture private, ma resta sempre estremamente complicata.
Torniamo agli esami e ai primi tre della classe. Al direttore generale del San Martino (in carica dal marzo del 2023) Marco Damonte Prioli vanno circa 26 mila euro, mentre al direttore sanitario Gianni Orengo, al direttore amministrativo Fabrizio Figallo e al direttore scientifico Antonio Uccelli spetta un premio di circa 22 mila euro. Incentivi al top, come l’anno precedente, anche per la guida della Asl 3 genovese Luigi Bottaro, premiato con 31 mila euro, 5 mila euro in più del suo team composto da Rosa Placido, Marta Caltabellotta e Lorenzo Sampietro (adesso in pensione). In vetta figura anche il direttore di Alisa Filippo Ansaldi, con la mente amministrativa Daniela Troiano e l’ex responsabile sanitario Michele Orlando, ora al timone della Asl 2. Non hanno raggiunto tutti gli obiettivi Filippo Maria Stucchi che, a dicembre, è rientrato in Lombardia ed è stato sostituito da Elena Galbusera.
Puntava alla lode ma si è fermato al 9 il direttore della Asl 4 chiavarese Paolo Petralia contestato in più occasioni dalla Regione per alcune decisioni strategiche come quella di annullare il concorso per la nomina di una dirigente amministrativo dopo la lettera di un “corvo”. Gode di grande stima in piazza De Ferrari per la gestione del bilancio il manager della Asl 5 Paolo Cavagnaro, premiato con circa 29 mila euro. Sono stati valutati anche i risultati raggiunti nel 2023 da Renato Botti del Gaslini (100% degli obiettivi soddisfatti), Francesco Quaglia, numero uno del Galliera (98% dei risultati) e Alessio Parodi, al timone dell’Evangelico di Castelletto e Voltri. I tre manager verranno però premiati dalle loro aziende.
«Non si tratta di un premio – spiega l’assessore alla Sanità Angelo Gratarola – ma di una quota del trattamento economico prevista dal contratto, pari ad un massimo del 20% che viene erogata l’anno successivo sulla base del livello di raggiungimento degli obiettivi assegnati. Tiene conto anche delle dimensioni, della complessità e del numero di dipendenti dell’azienda».—
